martedì 12 maggio 2015

Riflessioni, bocciolo di rosa. Profumo di pesce fritto.


(bocciolo di rosa. Regalo della mia mamma.)

... Pensavo mentre saettavo in mezzo al mercato in bici e i profumi di cibo mi sferzavano accanto, cercando di colpirmi prima dei miei pensieri...

Profumo di pesce fritto. Di pizza al taglio. Di pane fresco...

... Mentre io cerco di fare la brava andando in bici. Ho imparato dopo i primi giri che la soluzione è uscire senza spiccioli. Altrimenti persino un pugno di cinque centesimi può trasformarsi in 1,80 euro necessari per uno spicchio di margherita.

... Vabbè, ad ogni modo, pensavo. Attraversavo in bici le immagini delle cose che mi hanno fatto riflettere in questi giorni cercando di fare attenzione all'esterno, al mercato.



Pensavo alle passeggiate e ai motivi per cui le ho fatte. Pensavo all'importanza del camminare.
Pensavo che in questi giorni ne ho fatta una con un'amica, per ascoltare il problema di salute di un suo familiare... e non c'era molto da dire. Calcavamo una i passi dell'altra perchè a volte, per starsi vicino, al di fuori di parole dette a cazzo, ha senso solo vivere l'esperienza insieme... 

Pensavo ad altre passeggiate fatte col cuore in gola, col telefono in mano. A confidare le mie preoccupazioni a qualche amica. Quando la natura mi contemplava sempre calma e non capiva le mie agitazioni.

E pensavo ai passi accellerati che fai dalle amiche di sempre. Prendendole idealmente per la maglia e dicendo: "Tu. Metti ordine nei miei pensieri. Subito!". E io sono fortunata. Perchè amiche così le ho. Perchè le ho sempre scelte per amore. Al di là della logica. Al di là della moralità. Le ho scelte perchè la mia anima diceva che quella era un'anima simile. Le anime simili sono muscoli, di te. Sono i muscoli del viso che ti sollevano la bocca nel sorriso. Sono il respiro che scorre su e giù nel corpo e che ti tiene in vita. Sono i denti che si allungano per difenderle quando c'è bisogno, che s'iniettano di veleno, mentre il cuore calma i battiti e tu ce la faresti e loro no, perchè avete paure diverse.
E termina sempre tutto con quel "grazie" che è terribilmente stupido, da film all'americana, perchè non ce n'è mica bisogno. Ma lo dici perchè ti sembra brutto non dire niente.
O con l'immancabile, che è vero: "Come farei senza di te?".
E la risposta, che alla fin fine è giusta: "E io..? Uguale".

E penso ad una domanda che mi è stata fatta ieri da un'altra amica di queste. Mentre avevo i capelli sparati per su in direzioni assurde con tinte sapienti intrecciate in giro per la mia testa in una logica che io non capirei neanche se la studiassi.
Parlavamo di cambiamenti. Tutti vogliono cambiare. E poi non cambia mai niente.
Partiamo da un caso piccolo.
"Ti ricordi", mi chiedeva, "quando io volevo farti delle cose e tu dicevi sempre no, che volevi il taglio sempre uguale.. che non volevi cose strane.. Ma poi non eri contenta. Poi hai cominciato a provare tutto... Ma com'è successo..? Cosa ti ha fatto fare quel saltino..? Perchè potrebbe fare comodo anche ad altri.."
Eh già, com'è andata..?
Una volta era così. E non ero mai contenta.
Adesso chiudo gli occhi e li riapro alla fine. Non so e non m'interessa più di tanto di sapere che ne verrà fuori alla fine. E mi piace la sorpresa. E poi sono contenta.
Già. Non è un cambiamento da poco. Ma com'è successo..?
Penso e ripenso.
E la risposta è geniale e imbarazzante insieme.
"... Quando ho cominciato ad accettare l'idea che tu potevi saperne di più. Che qualcun altro poteva saperne più di me."
Geniale perchè è quel cambiamento che volevi che ti cambia la vita. Imbarazzante perchè alla fine vuol dire ammettere candidamente che prima pensavi che non ci fosse nessuno sopra di te.
E qui ovviamente non si parla solo di capelli eh, vale per tutto.


(il bottino di oggi, in biblioteca)



"... E se non va come dico io?? Che succede se non va come dico io..?"
Pausa. Riflessione. "... E se non va come dici tu... Andremo a fare shopping."





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