sabato 5 settembre 2015

Amore


(I racconti del mostro, seconda uscita della rubrica, sabato 5 settembre 2015)

Era uno dei primi giorni di maggio del 2007... Una sera in cui, nel paese vicino al mio, c'era "La notte bianca". Negozi aperti, musica per strada. I bar erano pieni di gente, al punto che la gente si affollava fuori, col bicchiere in mano, a sentire musica e parlare...

Io stavo con degli amici in uno di questi bar e mi guardavo intorno... E ad un tratto ho incontrato lo sguardo di un ragazzo... Aveva gli occhi scuri. In quell'istante sentii legarsi  la sua vita e la mia. Solo che, realizzai guardando il resto di lui, io quello lì lo conoscevo.
Era M*, era stato il mio migliore amico, poi ci eravamo persi di vista.
Erano anni che non ci vedevamo.

Mi avvicinai per andare a salutarlo... Ci muovevamo come due idioti. E' strano conoscere una persona e, al tempo stesso, sentirsi in imbarazzo con lei. Eravamo sempre noi, eppure ci eravamo innamorati.
Discretamente, mentre parlavamo, ci guardavamo. Sembravamo il giorno e la notte. Io ero nel mio periodo new age, quindi sorvolerò elegantemente sul modo in cui ero vestita. Lui era elegante, aveva persino la giacca.
Io ritenevo impostato lui. E lui riteneva che navigassi a qualche metro da terra, io.

Quattro anni d'amore, quasi cinque. E poi basta. Non ho retto al suo carattere rigido.

Della fine ricordo la mia migliore amica che mi aspettava, subito dopo che avevo fatto 'il discorso', per il cicchetto di conforto: il prosecco con la fragola.
E tutto che diventava così importante... La trasparenza del vetro del calice, il rosso della fragola, l'oro del prosecco freddo. E la condensa che scendeva in una lacrima dal bicchiere...
"Vorrei poter tornare indietro", mi scriveva.
Bè, non si poteva. Sapevo di aver preso la decisione giusta.
Ma era difficile lo stesso.

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