lunedì 9 novembre 2015

Il tè nella mia vita


Buongiorno e benvenuti ad una nuova puntata della rubrica in collaborazione con Isabella, del blog Il Bosco dei Sogni Fantastici :-)

Il nome della rubrica nasce dall'unione dei nomi dei nostri due blog:

Il Bosco dei Sogni Fantastici + L'acquerello di un attimo = L'Attimo nel Bosco

L'idea della rubrica è che una delle due lancia all'altra 'una moneta' che può essere un libro, una curiosità, qualsiasi cosa riguardi i nostri interessi... e l'altra deve metterci vicino qualcosa che ci stia bene. Allo stesso modo, l'abbinamento può essere realizzato con un libro o con qualcos'altro, perchè qui parliamo non solo di libri ma anche di noi e degli altri nostri interessi...

Oggi ho scelto di lanciare a Isa il tè, come moneta.
Il tè per me è molto importante, così ho scritto un pezzo sul tè nella mia vita.
Alla fine del pezzo trovate il link al blog di Isa per vedere cosa ci ha messo vicino lei :-)

Questa è la foto di un momento di coccole e lettura. C'è il tè, i tramezzini con la nutella e il tablet per leggere (e il quadblock. Mi segno sempre le cose che mi sono piaciute particolarmente o che mi hanno colpito, così non corro il rischio di dimenticarle quando scrivo la recensione :-).
Il tè è la bevanda dei momenti veramente miei. Quando sono sola con me stessa e scelgo quello che mi piace di più.
Altrimenti, normalmente, bevo un sacco di caffè. In casa mia se ne consuma tantissimo.
C'è stato solo un momento in cui si è bevuto tantissimo tè, qui in famiglia.
... E' stato quando mia mamma aspettava me. Da quando rimase incinta, cominciò a sentire un forte desiderio di tè. Durante i nove mesi di attesa ne ha bevuti litri e ora dice, molto napoletanamente, che da allora lo schifa.
A proposito dell'opinione napoletana del tè, mi ricordo che quando ero piccola c'era un film culto, a casa mia. In verità credo sia un film culto per i napoletani tutt'ora...
Era la serie di film in cui Luciano de Crescenzo interpretava il dottor Bellavista, un uomo colto e ironico, che viveva in un condominio e teneva lezioni di filosofia all'acqua di rose per un gruppetto di amici.
La storia era arricchita dalle vicende della sua famiglia e della gente che viveva nel palazzo.
Un ritratto che rispettava il cliché della napoletanità ma era piacevole e in più il film aveva il lato positivo di essere molto divertente.
Ad un certo punto nel palazzo viene ad abitare nientemeno che un milanese, il dottor Cazzaniga.


(A sinistra, il dottor Bellavista, napoletano. A destra, il dottor Cazzaniga, milanese. Sono rimasti chiusi in ascensore e sono entrambi in imbarazzo, credono di odiarsi. La storia riserverà loro delle sorprese... :-) 

Fra gli amici del dottor De Crescenzo serpeggia scandalizzata la voce che i milanesi "... si bevono il tè!", come fosse un'abitudine sconvolgente.
Bè, non dissimile è stato lo sguardo di mia madre una volta che (è un'abitudine che ho preso qui in Friuli, quando ne ho voglia, lo faccio) ho messo un pò d'acqua nel caffè. "Anima dannata", ha sentenziato, rabbrividendo di ribrezzo.
Dopodichè ha detto che mi diseredava ma io so già che non c'ha nulla quindi poco dramma...
La scelta del tè, come tutte le cose, è un'espressione di noi stessi.
I tre membri della mia triade di amici stretti scelgono così:
La mia migliore amica, Valentina, prende sempre degli intrugli di dolcezza indicibile, con profumi penetranti, una miriade di frutti, e cannella come se piovesse. Se gliela recapitassero a casa a pacchi, la cannella, sarebbe solo contenta.
La Mary beve solo caffè amaro.
Oreste, mio fratello, sceglie la tazza grande. Indifferente cosa c'è dentro, dal caffè solubile al tè. Tazza grande.
Dalla scelta di un tè, come tutte le cose, mi faccio una vaga idea della persona che ho di fronte.
Il mio ex fidanzato, quello che avrei potuto sposare, beveva solo roba amarissima e rigorosamente senza zucchero.
Un pò la stessa gradevole sensazione di bersi il CIANURO.
Un amico creativo che avevo tempo fa (capace ma squisitamente pirla, le sue creazioni annegarono nell'enorme considerazione che aveva di sè stesso) beveva solo il Darjeeling, perchè riteneva fosse speciale.
La mia passione va al tè gusto classico, mentre la dipendenza va al tè classico gusto vaniglia.
C'era un periodo in cui, al pub qui in paese, scartavo nella scatoletta delle bustine dei vari gusti del tè finchè non trovavo il tè Twinings gusto vaniglia. Per me era assolutamente la perfezione.
Quello della foto in cima è una variante non male, tè verde vaniglia e gelsomino.
... Da ciò si deduce che per me.... non c'è mai abbastanza vaniglia nel mondo..!
Chissà dove mi porterà il futuro, sui sentieri del tè. Ci sono diverse persone che conosco virtualmente e con cui vorrei prendere un tè e chiacchierare. E scambiarci un abbraccio vero. Chissà, forse un giorno.
Chissà, magari la prossima volta anche mi innamorerò, di un uomo di che beve tè, e il mio tè alla vaniglia magari si mescolerà... Con chissà quale altro profumo. 
Ad ogni modo, qualsiasi sia il tè, un libro è la sua compagnìa ideale.
Occasionalmente, anche una serie tv di morti ammazzati.
Tanto per non smentirmi mai :-)

Curiosi di vedere cosa ci ha messo vicino Isabella? :-)
Andate sul suo blog !
Al prossimo lunedì! :-)

2 commenti:

  1. Io amo l'Earl Grey. Ho iniziato a berlo perché lo beveva Artemis Fowl (fai conto di quanto mi abbia influenzato quel libro...), poi ho davvero iniziato ad adorarlo. Meglio se ha un retrogusto leggero di arancia, quello mi fa impazzire. Per quello che ci metto dentro va a periodi, zucchero, latte, limone... dipende.

    RispondiElimina
  2. .... Credo di aver provato l'Earl Grey.. Non è male. Magari appena appena meno dolce dei soliti che piacciono a me, ma buono. Io di solito metto solo lo zucchero. Solo a volte un pò di limone.. PS: Tanto per cambiare, non conosco il libro con Artemis Fowl :D

    RispondiElimina