lunedì 23 novembre 2015

"L'Attimo nel Bosco": Maggio e follìa


Benvenuti ad una nuova puntata della rubrica che nasce dall'amicizia con Isabella del blog "Il Bosco dei Sogni Fantastici". 
Il nome della rubrica nasce proprio dall'unione dei nomi dei nostri due blog:

L'acquerello di un attimo + Il Bosco dei Sogni Fantastici = L'Attimo nel Bosco

Ogni lunedì una di noi propone all'altra un'idea. E l'altra deve metterci vicino qualcosa che ci stia bene.

In entrambi i casi possono capitare libri che abbiamo letto o qualcosa che riguardi le altre nostre passioni o le nostre vite.
Oggi toccava a me lanciare la moneta.
E ho scelto la chiesa del mio paese! ... Tranquilli, niente mattonazzi teologici, solo storie divertenti.
La chiesa di Santa Maria Assunta a Farra d'Isonzo (provincia di Gorizia):


La Chiesa si trova al centro del paese e sono tante le storie che si possono raccontare... Storie che nulla hanno a che vedere con il sacro, piuttosto con i tradimenti, il sesso e i riti di passaggio... 
Essendo il paese piccolo e la chiesa al centro, è chiaro che tante cose succedono lì attorno, e anche dentro la chiesa.
Perciò sto per portarvi a spasso fra queste storie, tutte storie vere. Preparatevi, si comincia con...


Il matrimonio mancato


Siamo nel mio paese, negli anni 70. Per una coppia di giovani, è la sera prima delle nozze.
Passeranno separati la loro ultima notte da fidanzati, nelle case dei rispettivi genitori.
Ad una certa ora della notte però, lui decide di uscire e di andare alla loro casa da sposi.
Avvicinandosi silenzioso alla casa che dovrebbe essere vuota, sente provenire dall'interno dei gemiti inequivocabili...
Senza farsi scoprire, si accerta di chi sia: la sua futura sposa, a letto con un altro.
Non dice nulla e se ne va.
Il giorno dopo, la nostra chiesa è pronta ad accogliere la funzione.
Lui è vestito da sposo, sta all'altare con la sua fidanzata, ascolta la funzione.
Fino al punto in cui gli chiedono se vuole prenderla in moglie.
La risposta fu scandita parola per parola, pronunciata ad alta voce e ben udibile in ogni punto della chiesa:

"No. Perchè è una puttana."

... L'ultima volta che ho sentito raccontare questa storia era negli anni novanta.
Ora siamo nel 2015 e io la sto raccontando a voi. Credo che ci sia poco da fare, diventerà immortale...

Per la prossima storia, dall'interno della chiesa ci spostiamo nelle vicinanze.
Precisamente, nei campi lì attorno. Il paese è tutto campi ma nei campi vicino alla chiesa, qualche anno fa, fra un ragazzo e una ragazza, avrebbe dovuto aver luogo un incontro, per così dire... formativo, che vi racconterò nella prossima storia...

Ritmo sessuale

L'ansia, si sa, è una brutta bestia. Divide la realtà in un milione di pezzi d'incalcolabile importanza.
Perciò finisci a preoccuparti di cose un pò strane.
Lo sa bene un ragazzo del mio paese, che qui chiamerò Massimo, che doveva ancora avere la sua prima esperienza sessuale e bè, una ragazza si era offerta di... Insomma, si era offerta per fargli fare pratica (lo so, quanta generosità).
Orbene, Massimo era un pò in ansia, si capisce. 
E cosa fai in quei casi? Ti confidi con un amico, che qui chiameremo per comodità Roberto.
Ebbene, dicevamo che l'ansia è una brutta bestia e ti fa sorgere dubbi su cose piccole e un pò assurde ma tu te ne preoccupi davvero, ed enormemente. Per esempio, Massimo si chiedeva: ma quando sarebbe stato con questa ragazza... insomma... 
Perciò la domanda (indimenticabile) che Massimo rivolse all'amico Roberto fu la seguente:

"Ma Roberto ma... se tempismo ai-jo di dagi?" 

(E' friulano. Significa: "Ma Roberto ma... che ritmo le devo dare?")

C'è solo il piccolo problema che Roberto ha un gran cuore ma è incapace di tenersi un segreto... Lo disse al mondo intero. Per farvi capire, a me questa storia l'ha raccontata uno che vive tre paesi più in là. 
Quando questo qui mi ha fatto il nome di Massimo, che è una persona meravigliosa che conosco bene, per poco non mi strozzavo con la coca cola. Massimo è dolce, bellissimo tanto quanto se ne accorgono poche, ed emotivo. Ero certa che fosse vera. Se poi avevo dubbi, qualche sera dopo, la storia è stata ricordata a Massimo in pub davanti a tutti............ prosit!

Riti iniziatici

Qui esiste ancora la festa del passaggio alla maggiore età. Certo, è cambiata rispetto a quando è nata, quando fu istituito il servizio militare, se non sbaglio nell'Ottocento.
Alcuni studiosi ritengono che la festa ora non abbia più il suo vero significato.
.. Io questi discorsi non li sopporto. Non avrà più il significato originario, semmai. Ne ha assunto uno nuovo. E' cambiata per sopravvivere, si è adeguata ai tempi. 
Ad ogni modo la festa si svolge ai primi di maggio.
Nei dintorni del paese, i ragazzi che devono compiere diciotto anni tagliano un pioppo, e lo portano al prato che c'è di fronte alla chiesa. 
Festeggiano tutto il giorno e scavano una buca profonda nella terra, la sera legano sulla cima dell'albero una bandiera italiana e lo tirano su.



(foto presa da Internet, non trovo la foto del nostro... Per far capire che le feste simili al Maj sono tante, questa viene dalla Lombardia)

Quindi festeggiano ancora, fino alle ore piccole. 
Quando tutto il paese dorme, i ragazzi, armati di vernice bianca, vanno in giro per il paese a fare delle scritte sull'asfalto davanti alle case. 
Le scritte possono sottolineare la particolarità di una persona, ringraziare per qualcosa. Per lo più però, prendono in giro o svelano segreti. 
Per una notte i ragazzi sono i giudici della comunità.
Il giorno dopo sono rituali anche le discussioni fra gli offesi dalle scritte e i ragazzi del Maj. 
La festa si chiama "il Maj", che vuol dire "il maggio", in friulano. Con la stessa parola si indica l'albero.
... Anch'io ho fatto il Maj.
E mi ricordo di tutto il giorno passato, di fatto a bere alcol, su quel prato.
E la notte, prima di partire per le scritte, al freddo, a mangiare spaghetti sulle scale della chiesa.


(questi siamo noi - più qualche amico venuto a trovarci - siamo la classe 79, al nostro Maj, in fase di spaghetti sulle scale della chiesa, prima di partire per le scritte. Io sono la terza da sinistra, con la giacca azzurra... faceva un freddo quella sera!)

E, sempre sulle scale della chiesa, annoiarsi tremendamente a sentire il discorso, che non finiva mai, di quelli più grandi di te che venivano a farti la raccomandazione, prima che partissi per le scritte, di non esagerare, di non ferire nessuno.
Fa parte del rito anche quello.
Si parte, si fanno le scritte. 


(questi siamo sempre noi, che portiamo in giro per le vie del paese il bidone della vernice bianca per fare le scritte)

Poi si torna dove tutto è cominciato, al piazzale della chiesa.
Con la vernice si scrivono sull'asfalto i nomi di tutti i partecipanti al Maj. E poi qualcuno si stende sempre per terra per farsi fare attorno la sagoma con la vernice bianca, come se lì fosse morto qualcuno.

E ora alcuni esempi di scritte del nostro Maj. Noi siamo stati un pò bastardi. Per di più ne abbiamo fatte veramente tante perchè ci siamo divisi in gruppi e abbiamo preso tutto il paese. Il problema è che così non avevamo controllo su quello che facevano gli altri e con un pò di alcol in corpo qualcuno ci è andato giù un pò pesante... il giorno dopo è nato un casino.


Davanti alla casa della signora anziana pettegola del paese che osservava tutto dal suo balcone... Ora immaginatevi questa che la mattina dopo il Maj si affaccia dal suo balcone e vede scritto in strada con la vernica bianca a caratteri alti quanto una persona (perchè così sono le scritte...):

La vedetta lombarda

Davanti alla casa dell'intellettuale del paese, una signora anziana che non si era mai sposata, facendo il verso al titolo del suo libro:
Farra e le sue zitelle

E ora due scritte tranquille. Davanti all'asilo: 

I tempi migliori
Davanti alla privata: 
Ancjamò un taj
(=Ancora un bicchiere)

La peggiore di tutte mi vergogno a scriverla, non so cosa avevamo in testa... Il giorno dopo è nato un casino.

Ci sono molti testi di antropologìa culturale che sono stati scritti sul Maj e che ne analizzano i simboli.
Il Maj è un rito diffuso e con molte varianti. Dai vari alberi della cuccagna, agli alberi che venivano tirati su di notte con sopra la bandiera comunista e che valevano come sorpresina per i fascisti da trovarsi al mattino...
Leggere queste storie è molto affascinante.
Una signora di 92 anni mi ha raccontato com'era la festa in origine.
Il Maj lo facevano solo gli uomini e prima di partire per il servizio militare.
La notte, anzichè le scritte, lasciavano erbe e fiori, ognuno con un significato, davanti alle case delle ragazze. Per giudicare le ragazze sulla loro bellezza, bruttezza o antipatia...
Mi ricordo un filmato realizzato da un ragazzo che aveva scritto la sua tesi di laurea sul Maj.
In una scena, una signora anziana raccontava che le ragazze speravano di non ricevere al Saùl (=il sambuco), a cui il significato era associato con una rima:

"Par ce che sennò 'nisun ti ùl' !
(E' friulano. Significa "Perchè sennò voleva dire 'nessuno ti vuole'!")

... Ci avviamo verso la fine. 
Oggi vi ho raccontato storie legate alla chiesa del mio paese, storie pazze e storie legate al mese di maggio.
Il maggio e un pò di follìa sembrano andare a braccetto, qui.
Sarà questo il motivo per cui un antico detto friulano faceva dire ad una futura mamma:

"Se al cil al plas che nas di maj... mi adatarài!" 
(Se il cielo vorrà che nasca di maggio... mi adatterò!)

Fine


... Come avrà risposto Isabella alla mia moneta..? Scopritelo sul suo blog!
Al prossimo lunedì con "L'attimo nel bosco"! :-)

9 commenti:

  1. Che belle queste storie *-* che poi se ti arrabbi per scritte del genere, un minimo di verità c'è xD

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  2. ... sempre, sicuro :D ... a me è piaciuto tanto scriverlo, e ricordare *_*

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  3. Ahahahahah fenomenale quello del matrimonio!! Ha tutta la mia stima XD

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  4. immortale XD una storia che vivrà per sempre! :D

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  5. Io ho saltato il rito di passaggio.

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  6. Risposte
    1. Orgogliosamente, con ogni osso del mio corpo.

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