lunedì 16 novembre 2015

Rubrica "L'Attimo nel Bosco": L'anello dell'amore


Benvenuti ad una nuova puntata della rubrica che nasce dall'amicizia con Isabella, blogger de "Il Bosco dei Sogni Fantastici".
Abbiamo creato il nome della rubrica unendo i nomi dei nostri blog:

L'acquerello di un attimo + Il Bosco dei Sogni Fantastici = L'Attimo nel Bosco

L'idea della rubrica è che una lancia 'una moneta' e l'altra deve metterci vicino qualcosa che ci stia bene. In entrambi i casi possono capitare libri ma anche qualcosa che riguardi le altre nostre passioni o le nostre vite.
Oggi Isabella (potete leggera la sua moneta qui) ha lanciato l'argomento della mani, di come la loro cura possa dire molto di noi agli altri.
... Potevo mettere molte cose vicino alle mani.
Il mio primo pensiero è andato alla mia passione per gli smalti e ai miei esperimenti di nail art.
Ma quasi subito il cuore si è fatto sentire più forte di quel pensiero, e ho guardato l'anello che porto al pollice, ho pensato alla sua storia... E così ho deciso. Vicino alle mani avrei messo un anello. La storia di quest'anello.


Al pollice porto un anello che era la fede nuziale di mia nonna. Quando è mancata, è stato dato a me. Mi sta solo al pollice perchè mia nonna aveva le mani ben più grandi delle mie. Come siamo arrivati a quest'anello..? La storia comincia con due giovani che s'innamorano. Lei, mia nonna, nemmeno ventenne, di famiglia benestante, s'innamora di lui, bello, bruno, alto, robusto... e povero.


(Soldati. Mio nonno è quello a sinistra. 
Sulla destra un amico, purtroppo non so chi sia...)

Così un giorno mia nonna racconta alla sua famiglia di questo amore, e della loro intenzione di sposarsi. Ne nasce una discussione animata il cui sunto è "Non se ne parla".
Allora mia nonna fa la sua scelta. Molti anni dopo me l'ha raccontata con queste parole:

Me ne sono andata così com'ero, solo con i vestiti che avevo addosso.

Mia nonna lascia quindi la casa dei suoi genitori e si sposa con mio nonno.
E così la storia comincia con un amore grande e coraggioso e l'anello che porto al dito arriva nelle nostre vite. 

Non è d'oro, è una sottile fascetta di stagno.
Non so se sia di stagno perchè non potevano permettersene uno d'oro o se per via di un'altra voce che ho sentito in famiglia, ovvero: che sia una di quelle fedi che il Regime ti dava in cambio se tu consegnavi la tua fede d'oro..?
Il periodo sarebbe anche quello.
Ma stando a quanto ho trovato su internet, pare che il Regime ti restituisse una fede di ferro, non di stagno. Molto più probabile che l'avessero comprata di stagno perchè non potevano permettersene una d'oro. Erano tempi duri.
E pensare che la famiglia di mia nonna aveva più di un salone di barbiere.
Comunque dopo un pò mia nonna e la sua famiglia fecero pace.
Il primo ad essere avvistato nelle vicinanze di casa dei miei nonni fu un giovane elegante, con un cappello inclinato di modo che gli nascondesse un pò il viso: il fratello di mia nonna. Se ne stava un pò lontano, appoggiato a un muro, a guardare casa loro da lontano.
Chissà come avvenne il contatto...
Per come conosco mia nonna è probabile che lei sia andata a salutarlo e che abbiano iniziato a parlarsi fingendo che la rottura non fosse mai avvenuta. E che poi non ne abbiano parlato mai.
E' una cosa che faccio anch'io. A che serve parlare..?

Da lì tornò anche la pace coi genitori e tutto rientrò nei ranghi.
Quattro figli. Fra cui mia madre.

Anni dopo, mio nonno usciva sbuffando da casa per andare a farsi un giro mentre i Carabinieri venivano a casa loro a verificare che non ci fossero comunisti.
Eh già. Sua figlia, mia madre, si era messa con un carabiniere (papà) e per sposarsi con un carabiniere non dovevi avere comunisti in famiglia fino alla terza generazione (qualcosa del genere, non ricordo di preciso...).
Mio nonno era comunista, per quello è andato a farsi un giro, quel giorno.

E grazie al buffo escamotage e allo scambio di un altro paio di anelli, eccomi qui :D Prima mio fratello e poi io, per la precisione.

Sto pensando a Tolkien e al suo anello per domarli tutti...
Mia nonna non ha ottenuto il mondo, con quell'anello, tutto il contrario.
Aveva rinunciato a tutto, per ottenere un piccolo anello di stagno... E un grande amore.

3 commenti:

  1. Caspita! Non propriamente Tolkeniana, come storia, ma ricca di valori al contempo.
    Erano davvero tempi particolari e delicati, talvolta mi chiedo anch'io com'era la vita all'epoca... Custodisci quell'anello affinché la storia che ci hai raccontato non vada mai perduta: quello sì, che è un bellissimo tessoro! <3

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  2. Commovente. Brava.
    Un bel modo di ricordare il nonno e la nonna.

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  3. @Isa: mentre lo scrivevo ho commesso la prodezza di commuovermi da sola..
    @Oreste: Infatti, come dicevo :D commuovente. Per me è stato un piacere ricordare..

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