martedì 26 maggio 2015

Oggi, più di me, parla l'acqua del fiume...

Oggi ho deciso di aggiungere un paese al mio giro in bici, via via che mi abituo... E anche perchè con tutti i giorni di brutto tempo che ci sono stati, non vedevo l'ora di recuperare...!

Così sono arrivata al ponte...


E mentre cercavo e poi trovavo un angolino in cui stazionare, a fare foto e ad ascoltare il silenzio e lo scorrere del fiume sotto, ho visto un cancello con un catenaccio, e ho guardato dentro...


Carinissimo *_* Adoro queste cose... Peccato che ci doveva essere una scuola lì vicino, sentivo dei ragazzi fare all'aperto un casino allucinante (che poi, ma fanno la ricreazione a mezzogiorno..?) il che disturbava leggermente il mio esercizio di silenzio... Vabbè.


Questa foto del fiume mi piace tantissimo, mi piacciono i colori... Il colore freddo dell'acqua, quello della spuma del fiume che s'increspa, i due verdi delle foglie dell'albero agitate dal vento...


Questo è accanto al 'castello' di prima... Mi piace l'effetto dello sviluppo in verticale dei rami di quell'albero, sulla sinistra...

Infine due foto che mi piacciono tanto, per cui, eccezionalmente, uso una dimensione maggiore...




"Passeggiata prima che piova..?"
"Ma sta tuonando!"






sabato 23 maggio 2015

Petali di rosa al sole. Acqua di roccia.


(poco più in là di dove scrivo... )

Giorni di brutto tempo... mi manca uscire a correre o in bici sotto il sole cocente, mi manca la sensazione di tirarmi sotto la pelle la luce del sole. Mi manca leggere un libro in un prato, con il vento che mi porta il silenzio nelle orecchie che non dice nulla che si possa distinguere... eppure io ho l'impressione di capirne qualcosa...

Quand'ero piccola si parlava spesso di vipere, forse era una paura anni ottanta. O forse ce n'erano di più. Fatto sta che mi ricordo bene quest'immagine (di un film..?) in cui qualcuno succhiava il veleno da una ferita e lo sputava via...
Così mi sento io. Come se un pò di veleno se ne fosse andato da me.
Scorre via e fra le nuvole che si aprono davanti al mio sguardo vedo un pò d'azzurro...


"Ma perchè fai questi ragionamenti che non fa nessuno...! Che proprio sembra che te le cerchi..."


... Ieri son riuscita, chissà come, a finire di vedere un film inquietante e mentre navigavo tra le varie proposte in streaming, altrochè uno spiraglio di cielo azzurro si è aperto tra le nubi, un intero cielo... Ho visto la parola magica... Merlin.


Merlino è una serie televisiva di cui ero innamorata. Ho strappato il tempo necessario a vederlo puntata dopo puntata durante la mia ex relazione perchè, non mi ricordo perchè, quando io dovevo vedere Merlino dovevamo sempre assolutamente fare qualcos'altro... Ma ad un certo punto qualcosa dev'essere successo, forse mi ero rassegnata a perdere anche questo, fatto sta che i miei ricordi arrivano vaghi fino a qualche episodio della seconda stagione.

Quando ho visto scritto fra le serie le varie stagioni: Merlin1, Merlin 2........... e persino Merlin 3 e 4, volevo abbracciarmi il computer. 


... Ma non è solo questo, è di più, molto di più, è Hambre de l'alma... Fame dell'anima. (cit. "Donne che corrono coi lupi", Clarissa Pinkola Estes)


E così ho ritrovato il drago saggio che consigliava Merlin sulla sua missione. Ad un certo punto dice una frase molto bella, e molto vera. Merlino e Artù hanno appena litigato e si sono, temporaneamente, separati. Artù, arrabbiato, ha infatti cacciato via Merlino.
Dice Merlino che non può più vegliare sulla sicurezza di Artù perchè "Artù mi odia!"
E il drago risponde: 


"... Una metà non può odiare ciò che la completa, Merlino."


Vero, si può tentare di allontanarsi. Ma avrai la sensazione che una metà di te non ti sorregga. O di non respirare.
Una delle dichiarazioni d'amore più romantiche e sincere fino al midollo che ho mai sentito l'ha detta un mio carissimo amico, persona intelligente, che di sua moglie una volta mi ha detto:

"Sono dieci anni che stiamo insieme e non mi sono mai pentito. Certo, a volte son bestemmie. Ma non mi sono mai pentito."

Ah, parentesi, lei è Bee.


Bee è il mio segnalibro. 


Davanti a Facebook, osservando il profilo di una tipa che, chissà perchè, ci posta negli aggiornamenti di stato gli sms del fidanzato: "... Mi manchi tanto, specialmente quando piove."
- E che vuol dire 'quando piove'?!
- Ah non lo so...


Ieri da Benedetta Parodi c'era ospite Salvo Ficarra.


Si è esibito in un pezzo surreale geniale. La rubrica era "In forma" e lui portava la ricetta "Risotto ai frutti di mare". Ebbene, senza battere ciglio, ha cotto in padella melanzane e peperoni fritti, salsicce, fragole "per dare colore, il pomodoro è banale", panna, piselli, e non mi ricordo quanta tonnellata di altre cose... Poi ha cotto le mezze penne e le ha condite con la salsa e ha terminato la ricetta dicendo "Però cozze e vongole devono essere fresche". Che genio.
Non che ci fosse da obiettare di fronte al genio, ma ad un certo punto la Parodi ha detto: "Meno male che la rubrica era 'In forma'!". E lui ha replicato che quando cucina questa ricetta per gli altri lui non la mangia di sicuro, quindi funziona. Che mito.


"Dottore..."
(sussurrando, in risposta) "... Io non sono Mandrake..."


"Ma perchè vai di nascosto sul suo profilo... ? Non ha senso..."
"Sì che ce l'ha, è simpatica!"


All'indomani della mia rottura sentimentale, ormai quattro anni fa, dopo quasi cinque anni di relazione, il mio ex non si perse d'animo, e dopo pochi giorni aveva un'altra.
Da Facebook si capiscono tante cose, e quella l'avevo capita in un attimo.
Sapevo che non avrei provato niente al riguardo, tutt'al più sollievo, e infatti così fu.
Quello che non avevo previsto, è che quella tipa era davvero... oh, era simpatica. Era come uno di quei soli che risplendono sempre. Sempre contenta, sempre piena di interessi...
Francamente capivo cosa ci vedesse lui in lei. Più che altro faticavo a capire il contrario.
Ad ogni modo non conosco quella tipa ma continuo a trovarla simpatica. (Non vanno più insieme, l'ho detto che lei mi sembrava intelligente.) Chissà, forse la vita mette sul nostro cammino medicine inaspettate, credo di averla sbirciata a suo tempo, nel periodo peggiore, per imparare qualcosa sul sole... Ora è parecchio che non la sbircio. Ma ha fatto del bene senza neanche saperlo. Good luck, C.


"Ciao, semplicemente ciao
difficile trovar parole molto serie
tenterò di disegnare
come un pittore
farò in modo
di arrivare dritto al cuore 
con la forza del colore 
guarda
senza parlare
azzurro come te 
come il cielo e il mare
e giallo come luce del sole 
rosso come le
cose che mi fai
provare..."

(cit. Come un pittore, Modà)


Tutto questo per dire... che devo vedere questo film:









venerdì 22 maggio 2015

Il giardino dei raggi di luna di Sarah Addison Allen: recensione



Un altro libro è andato e come sempre quando si tratta dei romanzi di Sarah Addison Allen, in un tempo piacevole, leggero e magico. 

Vediamo la trama, qualche passo particolarmente bello e la mia impressione generale.

Comincio col dire che ho cambiato la trama presente sul risvolto di copertina. Perchè a volte, nel tentativo di dare un sunto della trama ma di non svelare troppo... e al tempo stesso di evocare l'atmosfera del romanzo... bè, mi spiace dirlo, ma non sempre i risvolti di copertina hanno un gran successo. Quello che ho letto io, per esempio, più che tratteggiare ed evocare, faceva capire assai poco e non mi aveva neanche lasciato una buona impressione... Infatti ero indecisa se leggerlo. Sono andata in fiducia perchè era Sarah Addison Allen, l'autrice. E meno male, perchè alla fine si è rivelato bello, più di quanto il risvolto di copertina mi aveva lasciato pensare...

Così ecco la trama riscritta a modo mio.

"Emily ha diciassette anni. E' una ragazzina dolce e spaurita, schiacciata dalla personalità della madre, una donna rigorosa, impegnata con successo in ogni campo del sociale.
Poi un giorno, la perdita. Emily rimane orfana. E deve andare a stare col nonno, a Mullaby, nel North Carolina. 
L'incontro è impressionante. Il nonno, come si scoprirà poi, è un buon uomo. ... E' che è un gigante! E' alto due metri e settanta... e non è abituato a stare in compagnìa, perciò è un pò scontroso.
Emily si sente un pò persa in quella nuova cittadina dove, per di più, qualcosa sulla madre non le torna. Il suo nome è infatti associato ad una storia d'amore che ha spezzato la vita di un giovane uomo. La madre da giovane è ricordata come bella, viziata e sprezzante.
Così purtroppo Emily, sua figlia, non è accolta bene lì.
E poi ci sono i misteri. 
Le sfere luminose che, di notte, percorrono la cittadina di Mullaby. Che fenomeno è...?
C'è la carta da parati della sua stanza che, sorprendentemente, di tanto in tanto cambia fantasia... In base all'umore del momento di chi ci vive.
E c'è Julia, la sua vicina, una donna giovane e dolce, che ha preso Emily sotto la sua ala protettrice.
Julia cucina ogni giorno dei dolci e ogni giorno li mette vicino alla finestra aperta. Possono chiamare qualcuno, sostiene.
All'inizio la vita di Emily a Mullaby è ingarbugliata... ma piano piano il groviglio si scioglierà :-) "

E ora vediamo qualche passo particolarmente bello del romanzo, che aiuti a capirne meglio i personaggi, l'atmosfera :-) ...

Ecco il gigante, Vance Shelby, il nonno di Emily:

In quell'istante, la porta a soffietto si aprì di scatto ed Emily balzò all'indietro. Un uomo anziano, i capelli color argento da conio, uscì, chinandosi sotto l'arco per evitare di sbattere la testa. Era incredibilmente alto e camminava con un'andatura rigida, le gambe come trampoli. Sembrava mal costruito, come un grattacielo fatto di legno morbido invece che di cemento. [...]
La ragazza tese lentamente la mano. "Ciao, io sono Emily."
Lui sorrise. Poi il sorriso si trasformò in una risata, un ruggito che sapeva di cenere, come un grosso fuoco. La mano di Emily scomparve in quella dell'uomo, quando lui la strinse. "So chi sei, bambina. Sei identica a tua madre quando aveva la tua età."

Tempo dopo, il gigante si è ormai abituato alla presenza della nipote in casa, e quando c'è da difenderla, la difende:

Il viso di nonno Vance si irrigidì. Era arrabbiato. E un gigante arrabbiato faceva la sua impressione. "Non ho mai cercato scuse per Dulcie e ho sempre accettato la colpa di quello che è successo, perchè non ero stato capace di controllarla. Ma ascoltami bene, mia nipote non è Dulcie e io non permetterò che venga trattata in questo modo."
Morgan si schiarì la voce. "Mi sentirei più a mio agio se ti sedessi, Vance."
Vance non si mosse di un millimetro. "Nessuno si sente a suo agio con me. Se c'è qualcuno che dovrebbe sapere che cosa si prova, quello sei tu."
"Voglio che lei stia alla larga da mio figlio."
"E' da un pò che tengo d'occhio tuo figlio nei boschi dietro casa mia. Non è Emily che deve stargli alla larga" disse Vance con intenzione.

Ed ecco i dolci della dolce e coraggiosa Julia, i dolci con cui spera di richiamare qualcosa lontano:

Ci scrisse sopra i nomi delle torte del giorno: torta Velluto Rosso e ciambella alle pesche, tipiche del Sud, ma anche amaretti al tè verde e miele e krapfen ai mirtilli rossi...

E ancora:

Julia aveva appena terminato di scrivere i nomi delle specialità del giorno: torta al Milky Way, torta al burro e noci pecan, sigari al limone e amaretti al chai alla vaniglia...

Dicevo che Julia spera di chiamare qualcosa di lontano, con i dolci. Bè, vicino, c'è qualcuno che a questo qualcosa ci somiglia, sa come ci si sente ad essere chiamati da un dolce, sa cosa si vede, e ce lo spiega:

... e come quelle torte, ovunque lui si trovasse, lo riportassero da lei, un segnale di zucchero a velo che volava nel vento come polline. Lo percepiva, aveva detto. Lo vedeva.

Solo un accenno alle magiche luci di Mullaby :-)

Paralizzata, Emily la osservò al margine del bosco, oltre il vecchio gazebo nel giardino di nonno Vance. Non scomparve come aveva fatto la sera prima. Si trattenne, sfrecciando da un albero all'altro ed esitando prima di ricominciare a muoversi.
La stava... la stava osservando?
Emily guardò subito verso la casa accanto. Le luci erano tutte spente. Era l'unica a vederla.
Si voltò verso la luce. Che cosa accidenti era?

Fine delle citazioni :-)

Parliamo ora di come passa il tempo con questo libro...
E' scorrevole e leggero, magico e dolce. Regala delicate aperture ai sentimenti. Instilla speranza e un pizzico di fede nell'imprevisto, nella magìa della vita.
Il tempo passa molto veloce leggendolo e alla fine è un pò un dispiacere separarsene.
Insomma, fino ad ora Sarah Addison Allen non mi ha ancora mai deluso.

Credo di non essere azzardata nel dire che forse un pò tutti avremo bisogno di libri come questo, almeno una volta nella vita...

Però poi, degustibus. Come mi ha detto stamattina un'amica: "Io preferisco i morti ammazzati."
Verissimo. Anch'io ho un giallo sanguinosissimo che mi aspetta. 
Che dire, dipende da che ingrediente si vuol mettere in quel momento nella propria vita.
Si va a senso, a gusto.
Come quando si assaggia qualcosa che si sta cucinando e si sente se manca un pò di sale, di zucchero, un pò di vaniglia e lo si aggiunge :-)







martedì 19 maggio 2015

IKEA, fiori di pesco, Angelica e le rose

Sono quasi sicura che "IKEA" in svedese corrente significhi "distruzione"... Ne sono sicura perchè ogni volta che ci vado ne esco distrutta... Stavolta è stato peggio, sarà che è la prima volta che ci ho fatto anche acquisti....
Infatti fino a qualche anno fa, dividevo la camera con mio fratello. Per qualche anno la camera toute seule, come dicono i francesi, è stata una cosa tipo "buttaci dentro quello che capita"... Ieri mi sono risvegliata (dopo sei anni... bè, ho i miei tempi) e ho finalmente visto che avevo bisogno di farla mia... e di renderla decente, non da ultimo.
Così ho fatto un'incursione all'IKEA. Vado e sto andando e... mi metto a guardare tutti quelli che ho intorno e perdo un sacco di tempo.
E mi nascono domande esistenziali.
Perchè se sei un cesso ti conci da figa..? Non è un belvedere...
Perchè se hai due gambe che non se possono guardà indossi degli shorts..?
A volte non sai dove girare lo sguardo per non vedere...
Vabbè, stringiamo sugli acquisti.

Ho un'intera parete vuota, urgono due quadri. Quand'eccolo. E' aMMore.


C'è perfino l'uncinetto bianco sullo sfondo *_* Lo agguanto come se non ci fosse un domani e mi avvio alla cassa... D'un tratto una tipa alle mie spalle vede il mio quadro e comincia a dire: "Uh, guarda il quadro con le civette". Sono GUFI. "Che beeeeello", continua. Cioè praticamente io camminavo per l'IKEA con il mio carrello e lei dietro e lodare il mio quadro (mai vista, preciso). Una cosa imbarazzante... Così ho preso la prima laterale e ho tirato un sospiro di sollievo.

Da metterci vicino ho trovato un bellissimo quadro coi fiori di pesco... 

Poi mi serviva l'abat jour, perchè il mio non funziona e non posso leggere di notte...

E ad un tratto è ufficialmente amore............................


Io penso che sia bellissimo *_* ...

Gira e rigira ho PERSINO fatto un acquisto 'quasi' tecnologico. No dico, io.


L'acquisto è il tappetino, non il mouse. Va bene, non è proprio la rivoluzione ma per me è già tanto.
E' bellissimo *_* .

Infine, un'agenda per tenerci dentro i mille fogliettini su cui mi scrivo le cose, nella speranza di ricordarmi gli impegni :-)


Anche questa mi piace tantissimo :-) Mi ha conquistata appena l'ho vista, mi piace la figura con i capelli lunghissimi sull'altalena... nel bosco magico... con i fiori...

Dopo sei anni soltanto (...) questa camera finalmente ha un'aria abitata, mi somiglia ed è carina da vedere. Tempi biblici ma che dire, sarà che ognuno ha i suoi.
Ieri sera l'ho collaudata subito. Mi sono messa a letto e mi è venuto un rilassamento di piombo... 
Mi è venuto in mente quel passo dell'Orlando Furioso in cui Angelica si stende all'ombra di un cespuglio di rose...

"Ecco non lunghi un bel cespuglio vede
di prun fioriti e di vermiglie rose, 
che de le liquide onde al specchio siede, 
chiuso dal sol  fra l'alte quercie ombrose; 
così voto nel mezzo, che concede 
fresca stanza fra l'ombre più nascose: 
e la foglia coi rami in modo è mista, 
che il sol non v'entra, non che minor vista."


*


"Pensare al passato è una merda, non ha nessun senso."

"Ho scoperto la noia come spazio creativo." (cit. Gianna Nannini)

"Il respiro è fondamentale."

"Ti preoccupi troppo di quello che era e di quel che sarà. C'è un detto: il domani è storia, il futuro è un mistero, ma oggi è un dono... per questo si chiama presente." (cit. Kung Fu Panda)



domenica 17 maggio 2015

Traslochi sexy, riflessioni, tanto zucchero

Sole caldo. Cielo terso.
Ieri sono stata al centro commerciale, luogo ideale per le riflessioni, con un'amica. Dico 'luogo ideale per le riflessioni' perchè tutto quel camminare con calma, all'inizio chiacchierando e guardando le vetrine, prima o poi induce in modalità alfa e riflessioni...

Per poi finire in un'oasi, di cui abbiamo una diapositiva:


Parentesi, stavolta sono stata brava. Da quando ho ricominciato a correre, ho scoperto che gli alcolici mi ammazzano. Sarà che la corsa è un'attività molto detox ma da quando ho ricominciato non li reggo proprio. Nemmeno tanto il caffè. Nè le sigarette. Così questo aperitivo è un semplice gingerino.

Dicevo, riflessioni.

Partiamo da un'enigma, cos'è questa misteriosa immagine..?


No bè, sono solo io, nella tenuta universale de 'la mia amica si sta provando qualcosa in camerino', perciò ho addosso due borse.

Tornando alle riflessioni. 

Tutti ci stressiamo. Tutti ci facciamo domande. Tutti, forse, pensiamo di dover fare troppo.
Uno dei suggerimenti più intelligenti che mi sono stati dati, riguarda la regola dell' 'una cosa alla volta' o de 'la regola del due', che dir si voglia. Dico che è intelligente perchè l'ho collaudato e funziona.

Lo stress deriva, a volte, dalla convinzione di dover fare tutte assieme le cose che abbiamo in mente.
Una persona intelligente una volta mi disse di guardare una cosa sola della lista, alla volta. Di non guardarle tutte assieme. E l'ho fatto. E' incredibile quante cose sono riuscita a fare quel giorno, e senza nemmeno tanta difficoltà.

Oppure, ci sono volte in cui ci convinciamo di dover dare il massimo, '10', insomma. 
Un'altra persona intelligente mi disse allora: "Invece di fare 10, fai 2". E' una variante dell'accorgimento di prima e funziona molto...

A quel punto ormai ero al tavolo dell'aperitivo e mi è venuto in mente uno di quei film che fa in tv a Natale, che se non lo fanno non è Natale (tipo 'Una poltrona per due' e 'Robin Hood' versione cartoon), l'iper celeberrimo Mary Poppins, che suppergiù diceva questo, con un pò di zucchero le cose vanno giù più semplici:



"Il pettirosso il nido fa / e un pò di sosta mai non ha / perchè dovrà scappar di qua e di là / ma nonostante il suo daffar non smette mai di cinguettar / lui sa che allor più lieve è il suo lavor / con un poco di zucchero la pillola va giù / la pillola va giù la pillola va giù / basta un poco di zucchero e la pillola va giù / tutto brillerà di più..."

ps: ho appena scoperto che questo testo è di Gigliola Cinquetti..! (pausa per metabolizzazione)

...

"Martedì cena donne!"
"Ricevuto."
"Tutto bene..?"
"No."
"L'avevo intuito dal messaggio conciso.."

...

"Auguri per l'augusta Cresima..! Senti un pò, perchè non abbiamo soppresso *** alle medie..?"
"Non so, forse eravamo occupate a studiare geografia.."
"Molto probabile"

...

"Ciao! Ih, ti sei tagliato i capelli!"
"Sì ma guarda, sono così figo, che mi limonerei da solo!"

...

"... te verrà a far un giro in moto con mi?"
"Sì"
"Non te gavevi mai dito de sì!"

...

Tutto questo per dire che oggi è caldo e c'è il cielo terso. Perciò giro, in bici, forse anche camminata pomeriggio. E il resto della mattina...?

Cooking Tale



e Kitchen Scramble!



Ah, e mi sento di dare un'ampia risonanza a questa pubblicità, perchè c'è crisi, e l'impresa italiana va aiutata:





mercoledì 13 maggio 2015

Il Koan dell'oca imprigionata nella bottiglia




Da una storia Zen:


L'ufficiale Riko si recò dal maestro Nansen e gli chiese di fargli luce sull'antico koan dell'oca nella bottiglia. Chiese Riko al maestro:

... Se un uomo mette un pulcino d'oca nella bottiglia e lo nutre finchè non è cresciuto, come potrà far uscire l'oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia..?

Nansen battè le mani con forza e urlò: " Riko! "

Riko sobbalzò per la sorpresa e rispose: "Sì maestro." 

"Vedi, l'oca è fuori", disse Nansen.

martedì 12 maggio 2015

Riflessioni, bocciolo di rosa. Profumo di pesce fritto.


(bocciolo di rosa. Regalo della mia mamma.)

... Pensavo mentre saettavo in mezzo al mercato in bici e i profumi di cibo mi sferzavano accanto, cercando di colpirmi prima dei miei pensieri...

Profumo di pesce fritto. Di pizza al taglio. Di pane fresco...

... Mentre io cerco di fare la brava andando in bici. Ho imparato dopo i primi giri che la soluzione è uscire senza spiccioli. Altrimenti persino un pugno di cinque centesimi può trasformarsi in 1,80 euro necessari per uno spicchio di margherita.

... Vabbè, ad ogni modo, pensavo. Attraversavo in bici le immagini delle cose che mi hanno fatto riflettere in questi giorni cercando di fare attenzione all'esterno, al mercato.



Pensavo alle passeggiate e ai motivi per cui le ho fatte. Pensavo all'importanza del camminare.
Pensavo che in questi giorni ne ho fatta una con un'amica, per ascoltare il problema di salute di un suo familiare... e non c'era molto da dire. Calcavamo una i passi dell'altra perchè a volte, per starsi vicino, al di fuori di parole dette a cazzo, ha senso solo vivere l'esperienza insieme... 

Pensavo ad altre passeggiate fatte col cuore in gola, col telefono in mano. A confidare le mie preoccupazioni a qualche amica. Quando la natura mi contemplava sempre calma e non capiva le mie agitazioni.

E pensavo ai passi accellerati che fai dalle amiche di sempre. Prendendole idealmente per la maglia e dicendo: "Tu. Metti ordine nei miei pensieri. Subito!". E io sono fortunata. Perchè amiche così le ho. Perchè le ho sempre scelte per amore. Al di là della logica. Al di là della moralità. Le ho scelte perchè la mia anima diceva che quella era un'anima simile. Le anime simili sono muscoli, di te. Sono i muscoli del viso che ti sollevano la bocca nel sorriso. Sono il respiro che scorre su e giù nel corpo e che ti tiene in vita. Sono i denti che si allungano per difenderle quando c'è bisogno, che s'iniettano di veleno, mentre il cuore calma i battiti e tu ce la faresti e loro no, perchè avete paure diverse.
E termina sempre tutto con quel "grazie" che è terribilmente stupido, da film all'americana, perchè non ce n'è mica bisogno. Ma lo dici perchè ti sembra brutto non dire niente.
O con l'immancabile, che è vero: "Come farei senza di te?".
E la risposta, che alla fin fine è giusta: "E io..? Uguale".

E penso ad una domanda che mi è stata fatta ieri da un'altra amica di queste. Mentre avevo i capelli sparati per su in direzioni assurde con tinte sapienti intrecciate in giro per la mia testa in una logica che io non capirei neanche se la studiassi.
Parlavamo di cambiamenti. Tutti vogliono cambiare. E poi non cambia mai niente.
Partiamo da un caso piccolo.
"Ti ricordi", mi chiedeva, "quando io volevo farti delle cose e tu dicevi sempre no, che volevi il taglio sempre uguale.. che non volevi cose strane.. Ma poi non eri contenta. Poi hai cominciato a provare tutto... Ma com'è successo..? Cosa ti ha fatto fare quel saltino..? Perchè potrebbe fare comodo anche ad altri.."
Eh già, com'è andata..?
Una volta era così. E non ero mai contenta.
Adesso chiudo gli occhi e li riapro alla fine. Non so e non m'interessa più di tanto di sapere che ne verrà fuori alla fine. E mi piace la sorpresa. E poi sono contenta.
Già. Non è un cambiamento da poco. Ma com'è successo..?
Penso e ripenso.
E la risposta è geniale e imbarazzante insieme.
"... Quando ho cominciato ad accettare l'idea che tu potevi saperne di più. Che qualcun altro poteva saperne più di me."
Geniale perchè è quel cambiamento che volevi che ti cambia la vita. Imbarazzante perchè alla fine vuol dire ammettere candidamente che prima pensavi che non ci fosse nessuno sopra di te.
E qui ovviamente non si parla solo di capelli eh, vale per tutto.


(il bottino di oggi, in biblioteca)



"... E se non va come dico io?? Che succede se non va come dico io..?"
Pausa. Riflessione. "... E se non va come dici tu... Andremo a fare shopping."





domenica 10 maggio 2015

Recensione: "L'albero dei segreti", di Sarah Addison Allen


Un altro libro è andato, e stavolta è "L'albero dei segreti", di Sarah Addison Allen.
Ho già parlato di lei in questo post, per elencare una serie di bellissimi passi in cui l'autrice inserisce nella storia dei tocchi di soprannaturale...

Oggi farò una recensione più classica, anche se non posso trattenermi dal citare altri passi di soprannaturale che ho trovato dopo, ancora più belli! :-)

Allora, questa è la trama:

Benvenuti a Walls of Water piccola località turistica del North Carolina, un luogo dove il mistero è più fitto della nebbia che circonda il paese. Tanto tempo fa, l'imponente palazzo vittoriano in cima alla collina era proprietà della famiglia di Willa Jackson. Poi quell'edificio abbandonato divenne il simbolo della rovina dei Jackson e di tutto ciò da cui Willa aveva deciso di fuggire. Da qualche anno la donna si è rifugiata ai margini della vita del paese, a gestire un negozio di articoli sportivi - rigorosamente biologici - e un baretto dal quale provengono deliziosi profumi di torte e biscotti al caffè per la gioia dei visitatori. Ma un giorno Willa riceve una busta sulla quale riconosce l'elegante firma della sua ex amica del cuore, Paxton Osgood. All'interno, un invito impossibile da ignorare perché riguarda proprio quell'antica dimora di cui ora sono proprietari gli Osgood. Ecco che il passato sembra tornare a perseguitare l'ultima discendente dei Jackson, costringendola a riaprire il cancello del misterioso giardino dove sta per venire alla luce un segreto rimasto sepolto per decenni. Un segreto che cambierà la vita di Willa e della sua amica in un modo che nessuno si sarebbe mai aspettato.

E' un libro che dà serenità, positivo, piacevole, scorrevole. Si legge in un attimo. 

Dà serenità perchè ambientato in un piccolo paese, dalla vita semplice, dalle abitudini semplici. I suoi personaggi sono persone che hanno ancora sogni, ancora s'innamorano, ancora hanno grandi amicizie e ancora sono capaci di correre rischi per qualcun'altro, se questo qualcuno ha bisogno.

Come quando Willa, all'improvviso, si ferma in macchina dove c'è un market aperto anche nelle ore notturne, perchè vede Paxton (andata lì a comprare degli alcolici. Paxton?? Degli alcolici..?) trattenuta da dei tizi poco raccomandabili.
Non erano amiche. Anzi. Ma c'è un tipo di solidarietà, fra donne:

Fra donne esiste un accordo strano ma universale. A qualche livello, tutte le donne conoscono, tutte capiscono la paura di essere in minoranza, di essere impotenti. E' una sensazione che ti pulsa nel petto quando ripensi a quella volta che sei uscita da un negozio e ti hanno seguita. Agli estranei che ti bussano al finestrino dell'auto mentre sei da sola ad un semaforo rosso, o che ti chiedono un passaggio. All'aver bevuto troppo e aver perso la capacità di essere abbastanza convincente da dire semplicemente no. Sorridere agli sconosciuti che si avvicinano per non ferire i loro sentimenti, per non fare una scenata. Tutte le donne ricordano queste situazioni, anche se non sono mai accadute a loro personalmente. Fa parte del loro inconscio collettivo.  

E infatti alla fine diventano amiche. Quell'amicizia forte, vera. Un pò come quella delle loro nonne, che fa da sfondo al romanzo.

Ad ogni modo, veniamo alle cose più fighe in assoluto :-D
Passaggi soprannaturali passaggi soprannaturali!

Anni 30 del 900. Arriva in città quell'uomo, quello strano, che cambierà tutto:

... Sorrise, come il sorriso di Dio che abbassa gli occhi sui suoi figli. Fischiò alcune strane note e il vento cessò. Da un momento all'altro. Quell'uomo poteva far cessare il vento con un fischio.

[...]

Sebastian [...] disse [...] "La mia prozia mi parlava di lui. Tucker Devlin. L'uomo che quando era arrivato aveva tenuto la città in ostaggio con la sua magìa. Hai presente quel dipinto in camera da letto, quello che le apparteneva, con l'uccello appollaiato sulla ciotola di bacche? [...] Mi disse che Tucker Devlin una volta era andato a trovarla, perchè gli piaceva corteggiare tutte le ragazze, per assicurarsi che fossero tutte stregate da lui. Disse che mentre parlavano, lui aveva allungato la mano verso il dipinto, aveva tirato fuori una manciata di bacche e le aveva mangiate lì, davanti a lei. La mano sanguinava, perchè l'uccello l'aveva beccato...

Quest'ultimo è il mio preferito, letteralmente adoro questo passaggio *_*

Concludendo per me è un: consigliatissimo ^^

venerdì 8 maggio 2015

Acquerello al cucchiaio


Oggi ho fatto una puntatina in biblioteca. Ho già da leggere quindi mi sono guardata intorno tanto così... Ma ho trovato questi due libri della foto.
Uno è della sezione psicologia e s'intitola "Il corpo non mente". La cosa mi ha fulminato perchè è una frase in cui credo, che vado ripetendo da una vita eppure nemmeno mi ricordo quando l'ho sentita la prima volta... Ad ogni modo, un libro intitolato così! Non potevo non prenderlo...
L'altro... bè... è una delle mie passioni *_* 
Dimmi di scegliere un dolce per me e io sceglierò un dolce al cucchiaio *_* Quindi per questo fine settimana la missione è farne uno dal libro *_*

Per ora quelli che mi tentano di più sono questi *_*

Zuccotto alla crema



Charlotte alle fragole



Mousse al vino dolce e cardamomo



Mousse al formaggio fresco e lamponi 
(che in verità ho il sospetto che sappia di Fruttolo ma vabbè...)


Mm.. grande indecisione...

Sarah Addison Allen "L'albero dei segreti"



Sarah Addison Allen è un'autrice molto interessante. Delicata, rasserenante. 
Ma il suo tocco caratteristico è inserire un pizzico di soprannaturale nelle sue storie, calato in una vita quotidiana simile alla nostra, rendendolo credibile.
Mi spiego con qualche esempio:

Nella cittadina in cui il romanzo è ambientato, devono essere recapitato degli inviti ad un ricevimento. Ecco cosa succede:

... I biglietti d'invito sembrarono nascondersi e saltar fuori a caso. L'invito della signora Jameson scomparve per due giorni, per poi riapparire nel nido di un uccello su un albero in giardino. L'invito di Harper Rowley fu trovato nel campanile della chiesa e quello del signor Kingsley nel nel capanno dell'orto dell'anziana madre.
Se qualcuno avesse prestato attenzione ai segni, avrebbe capito che l'aria diventa bianca quando le cose stanno per cambiare, che i tagli da carta significano che sul foglio c'è scritto più di quello che salta all'occhio e che gli uccelli sono sempre lì per proteggerci dai mali che non vediamo...

E più tardi, quando è il momento per Willa, la protagonista, di aprire la busta con il suo invito...

... La aprì solo perchè Rachel la lasciasse in pace. Non appena l'ebbe fatto, il campanello sopra la porta suonò ed entrambe alzarono lo sguardo per vedere chi fosse. 
Ma non c'era nessuno.
Rachel si sfregò le braccia nude, coperte dalla pelle d'oca. "Ho appena avuto un brivido".
"Secondo mia nonna significa che un fantasma ti è passato accanto." ...

E non è finita. L'invito non si rassegna ad essere ignorato:

... Il cartoncino però continuava a catturare il suo sguardo, vibrando appena, come per effetto di una brezza leggera. 
Willa ci buttò sopra una maglietta e cercò di dimenticarsene.

Ma la cosa forse più simpatica in assoluto succede poco dopo. 
Siamo ad una riunione del circolo femminile della cittadina.
Accanto alla protagonista passa una strana brezza "come il suono di segreti sussurrati. Se la scrollò di dosso distrattamente". Ma quella strana brezza investe il circolo femminile, scatenando l'imprevisto: 


(in corso...)














mercoledì 6 maggio 2015

Melchor e le spiegazioni

Melchor è un fiero capofamiglia gitano.
Una notte si allontana dal borgo in cui risiede la sua comunità per vagare per la città...
E ad un tratto, sotto un albero, distingue la figura di una donna nera, febbricitante e confusa, che lo guarda e dice solo una parola: "... Acqua."
Il corpo di Melchor lo riporta indietro nel tempo, ai dieci anni di prigionia passati a remare sulle regie galere. Il corpo di Merlchor ricorda bene cosa sia la sete, le frustate, la fatica.
Obbedendo ad senso profondo di identità, Melchor porta la donna dalle zingare che vivono lì vicino. La fa curare.
Al momento di portarla a casa dalla sua famiglia, non è più tanto sicuro di sè stesso.
Ora è giorno. Forse quella sensazione di identità si è allentata.
Come spieghi alla tua famiglia perchè ti porti a casa una Morena..?
Perciò, nobilmente vestito come sempre, ma impacciato dall'otre con la minestra con tuorli d'uovo attaccata al bastone (dono delle zingare per curare la donna), raggiunge casa e ha la sfortuna di incontrare prima di tutto il genero... un idiota sposato alla figlia solo per rinsaldare un'allenza.
Come se la caverà Melchor ..?


(cit. Ildefonso Falcones, "La regina scalza")

Fannie Flagg - Voli acrobatici e pattini a rotelle



Ci sono libri che, appena ti arrivano dalla biblioteca, cerchi il primo anfratto per leggere... E da quel momento sai già che non ci sarai per nessuno, finchè non l'avrai finito.
Un'altra cosa che sai è che lo finirai presto (e infatti ci ho messo meno di sei ore ':-(

Ad ogni modo. Lei è Fannie Flagg, quella di "Pomodori verdi fritti", per intenderci.
E di acquerelli se ne intende.

In questo libro ritroviamo il personaggio di Sookie.
... Sì perchè la cosa bella dei libri di Fannie Flagg è che i personaggi li conosci già. Leggi un suo libro, che parla di un protagonista e di una serie di personaggi... e nel libro successivo ti trovi uno di questi e la sua storia.
Così hai sempre l'impressione di stare in una famiglia. Una famiglia che conosci e che hai amato, libro dopo libro.

Dunque, dicevamo, Sookie.
La sua vita è un vero acquerello. Stile casalinga americana anni 50 (ma siamo ai giorni nostri). Dove regna un ordine piacevole, pieno di colori positivi, dove ogni cosa ha un suo bel posto. Ha appena accompagnato la terza delle sue figlie all'altare. Ha un marito. Fa la casalinga. Solo sua madre è un incubo in terra ma tutto sommato un incubo simpatico, dai :-)

Potrebbe essere un momento della sua vita in cui le cose importanti sono concluse, dove potrebbe sedersi in veranda con un thè freddo e rilassarsi, finalmente. Magari tornare a viaggiare un pò col marito.

E invece riceve dei documenti per posta.
E scopre che non si chiama Sookie.
Che non è figlia di chi credeva di essere figlia.
E che non è nemmeno americana. Ma polacca.

A farla breve è stata adottata e finalmente ora si spiegano tante cose.
Perchè, come si cruccia la madre da una vita (con una finta costanza da record) non ha il biondo dei Simmons ma ha i capelli rossi. Perchè non ha il riccio dei Simmons. Perchè non ha il piede (?!) dei Simmons. Perchè non ha lo stesso successo di sua madre in tutto.

Non appena legge sui documenti di essere stata adottata, semplicemente sviene.
Pare che in verità si chiami qualcosa tipo... Ginger Jurdabralinski.

Qualche tempo dopo rinviene, spalanca gli occhi e chiede lumi a suo marito, il buon Earle:

Pochi minuti più tardi, dopo essere rinvenuta e aver bevuto un altro sorso di brandy, Sookie, che in pratica non aveva mai imprecato in vita sua, guardò suo marito e disse:
"E chi cazzo sono gli Jerkalawinski?!"

E' il caso di chiamare un'amica.
E che amica! Dena Nordstrom, protagonista di un altro romanzo della Flagg "Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs", un libro bellissimo.

"Oh Dena è successa una cosa terribile!"
"Oh tesoro, che c'è? Sei malata?"
"No" singhiozzò Sookie " Sono polacca!"

E' il caso di trovarsi un terapeuta. Il giovane dottor Shapiro. Telefonargli e prendere appuntamento in una tavola calda, perchè se vai al suo studio ti vede tutto il paese:

"Dottore. Ho appena subito un terribile shock. Ho scoperto che potrei essere figlia di una suora polacca del Wisconsin e che non sono chi credevo di essere. La mia amica Dena mi ha suggerito di rivolgermi a un professionista. E' sposata con uno psichiatra. Oggi, quando ho avuto la tentazione di strangolare mia madre, ho capito che aveva ragione. Mi aveva già consigliato di chiamarla, ma non le avevo dato retta. Ora però temo che potrei avere un esaurimento nervoso. Forse ho bisogno di farmaci, ma non ne sono certa. Può prescrivermi qualcosa per telefono?"

C'è dolore e confusione. L'acquerello colorato e rassicurante si è rotto fra le mani, il vetro è crepato. Sembra tutto finto.

Nel mentre, Marvaleen, l'amica benintenzionata dalle eccentriche pratiche new age, offre il suo aiuto.

"Oh Sookie, la mia life coach la vedo due volte a settimana da sola e un'altra volta col gruppo Divini dentro. Sookie, vorrei che venissi anche tu. Ti cambierà la vita. Ci incontriamo ogni martedì nel suo cortile, in una iurta."
"Una iurta?"
"Sì. Se l'è fatta spedire dalla Mongolia Esterna e ti giuro, Sookie, che ha poteri straordinari. Lo sento appena entriamo. Ci spogliamo completamente per liberarci dagli orpelli superficiali della cultura occidentale, suoniamo il tamburo e cantiamo per risvegliare la dea dentro di noi. Sono bastate poche sedute per portare la mia coscienza ad un livello superiore."

Magari no... Meglio fare una ricerca sulla propria vita passata. Su questa madre misteriosa. C'è da capire qualcosa della propria famiglia d'origine.
E come sempre nei libri della Flagg, al punto in cui il protagonista ha la sola piccola intenzione di sollevare un sasso per guardare cosa c'è sotto, si apre una storia più grande, solitamente un momento affascinante della storia americana.

E stavolta sono le WASP, le donne pilota di aerei durante la seconda guerra mondiale.

E alla fine la realtà si ridisegnerà in un nuovo acquerello, di cui però non tratteggio i dettagli :-)