lunedì 11 gennaio 2016

Rubrica "L'Attimo nel Bosco": Dolci dell'anima


Cari lettori, bentornati a l'Attimo nel Bosco, la rubrica in cui io e Isabella del blog "Il Bosco dei Sogni Fantastici" ci raccontiamo insieme su un tema.
Stavolta toccava a me decidere l'argomento e non è stato facile.
In questi giorni ho messo via le decorazioni dell'albero di Natale e quelle del presepe, le tovaglie e le candele rosse... E provavo già nostalgìa.
Non mi venivano in mente argomenti allegri, al contrario pensavo a quei momenti in cui ci avvolge una leggera tristezza.
Per fortuna mi è venuta subito in mente la cuoca più simpatica della tv, Nigella Lawson, che dice che quelli sono i momenti in cui bisogna darsi al Comfort Food, il cibo che consoli l'anima...
Io amo cucinare i dolci, così ho pensato che l'argomento sarebbe stato questo: quale dolce cucinerei se volessi coccolarmi..?

Quando penso ai dolci dell'anima, mi viene in mente sempre questo passo di Isabel Allende, tratto dal suo libro Afrodita, sul legame speciale dell'autrice con il riso al latte:


Una notte del gennaio 1996 sognai di tuffarmi in una piscina colma di riso al latte in cui nuotavo con la grazia di un delfino. E' il mio dolce preferito - il riso al latte, non il delfino - tanto che nel 1991, in un ristorante di Madrid, ne ordinai quattro porzioni e poi una quinta, come dessert. Le mangiai senza battere ciglio, con la tenue speranza che quel nostalgico dolce della mia infanzia mi aiutasse a sopportare l'angoscia della grave malattìa di mia figlia. Nè la mia anima nè mia figlia ne trassero giovamento, ma nella mia memoria il riso al latte rimase associato al conforto spirituale. Nel sogno, invece, non c'era nulla di sublime: mi tuffavo e quella crema deliziosa mi accarezzava la pelle, scivolava fra le mie pieghe e mi riempiva la bocca. Mi svegliai felice... 

Provo una profonda sintonia con questo passaggio perchè i miei dolci preferiti, quelli che associo al conforto spirituale, sono i dolci al cucchiaio, le creme.

Ho tanti bellissimi ricordi di quando ero piccola, passati a mangiare creme...
Quando mangiavo la crema pasticcera nella coppetta di vetro, me la faceva mia mamma per merenda...
O quando, dopo aver preparato il budino al cioccolato, col cucchiaino pulivo il bollitore...
E quando mia mamma faceva il tiramisù ed avanzava un pò di crema e me la metteva in una tazzina e io la mangiavo *_* Aveva tutto un altro sapore in quella tazzina, altro che mangiare il tiramisù...

E a proposito di ricette, anche la crema che si fa a casa mia è un pò diversa dalla ricetta più diffusa... 
Le mie amiche, per esempio, cucinano la versione che divide due preparazioni:
- i rossi d'uovo sbattuti con lo zucchero, da una parte;
- il latte scaldato, dall'altra;
Quindi li uniscono, versando il latte sui rossi. 
E a questo punto arrivano al passaggio fondamentale della ricetta...... si lamentano dei grumi nella crema.
Facile che succeda, forse perchè il latte caldo cuoce l'uovo.
Un giorno ho assistito ad una scena che ha straziato il mio cuore di amante della crema.
Due ragazze che conosco hanno passato il minipimer nella crema, nel tentativo di togliere i grumi. Ancora mi vengono i brividi se ci penso...

Mia madre ha sempre cucinato la crema in un altro modo che non prevede spreco di più bianchi d'uovo e non fa venire i grumi. Una mia amica chef di alta formazione, che rispecchia la posizione accademica sulla questione, dice che la nostra ricetta della crema non si può sentire.
E io me ne frego assai e continuo a cucinarla in questo modo e se mai avrò figli, quella sarà la crema che cucinerò loro per merenda.
Se non volete sprecare i bianchi d'uovo, se non volete grumi e soprattutto se avete il coraggio di affrontare l'ira degli chef, questa è la ricetta della crema come la facciamo noi, ve la passo ma se la provate, voglio sapere come vi siete trovati :-)

(Qui stavo per preparare una crostata alla crema, nel bollitore c'è la crema già preparata e a lato il fondo di pasta frolla...)
In un bollitore (non mettetelo ancora sul fuoco) mettete:
1 uovo intero, 3 cucchiai di zucchero, (semini di) 1 bacca di vaniglia, 3 cucchiai di farina.
Con una frusta, battete il composto finchè diventa omogeneo. 
Versate nel bollitore, insieme al composto, un quarto di litro di latte freddo e mescolate un momento per amalgamare. 
Accendete il fuoco sotto e cominciate a mescolare finchè la crema addensa.

Quando cominciate a sentire la frusta che fa resistenza, il composto si sta addensando e potreste notare che si sta addensando a partire dalla parte più in basso. E' normale. Onde evitare grumi allontanatevi un momento con il bollitore dal fuoco e agitate la frusta finchè il composto diventa omogeneo. Quindi rimettete sul fuoco e cuocete finchè addensa.
Nel caso vedeste dei grumi in corso di cottura (raro), il rimedio è lo stesso. Vi allontanate dal fuoco e agitate la frusta con una certa energìa, vanno via facilmente. Quindi continuate a cuocere.

Quindi... coppetta di vetro e cucchiaino (quando raffredda, ovvio)... e non dimenticate di pulire il bollitore che è uno dei migliori piccoli piaceri della vita :-)

Il colore chiaro della crema, il suo gusto dolce e vanigliato e la sua consistenza vellutata mi riconciliano con il mondo e mi fanno tornare bambina...

E voi..? Qual è il vostro Dolce dell'anima..?

E quale sarà quello di Isa..? Scopritelo sul suo blog :-)

Per la mia parte per oggi è tutto, al prossimo lunedì con l'Attimo nel Bosco! :-)

2 commenti:

  1. Ma che brava, fai anche la pasta frolla e le crostatine *__*
    Questa ricetta lampo per la crema - lampo perché non è incasinata, nessuna bilancia etc - mi ispira molto ;)
    mi sa che la provo! ti faccio zapere *_*

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  2. In effetti la pasta frolla la facciamo talmente spesso qui a casa, che ormai la faccio ad occhi chiusi... Infatti all'inizio ero indecisa tra parlare della nostra frolla (che ovviamente è una versione particolare anche quella XD) o della crema... Alla fine ho deciso per la crema, magari la frolla un'altra volta :) Ottimo, se la provi, fammi sapere *_*

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