mercoledì 4 novembre 2015

"Perle dai libri": Vassilissa la saggia

Ed eccoci finalmente a riprendere i soliti ritmi, con il blog :-) La settimana di Halloween è passata e qui sul blog riprendo le rubriche che avevo sospeso per dare spazio all'Halloween Tour. Perciò eccoci di nuovo con "Perle dai libri", la rubrica in cui condivido passi particolarmente belli dei libri che ho letto.
Il suo giorno è il mercoledì :-)


La perla di oggi è tratta da un libro molto importante per me: "Donne che corrono coi lupi", di Clarissa Pinkola Estés, psicoanalista junghiana. In questo libro la Estés riporta delle fiabe tradizionali e spiega quali insegnamenti utili ne possono trarre le donne.

Oggi ho scelto la storia di Vassilissa la saggia, che poi sarebbe la versione russa di Cenerentola ma più nera e affascinante.
La prima parte della storia è simile a quella che conosciamo. Vassilissa diventa la serva delle sorellastre e della matrigna. A questo punto comincia la parte nuova. Il fuoco in casa finisce e la tre mandano Vassilissa nel bosco a chiedere il fuoco alla Baba Jaga, una strega terribile e molto potente.
L'unico aiuto che Vassilissa ha con sè è una bambola. Una bambola che la madre le ha donato sul letto di morte e che Vassilissa tiene in tasca.
Vediamo come va l'incontro:

(Illustrazione: La Baba Jaga e la sua casa)

... La Baba Jaga era una creatura veramente spaventosa. Viaggiava non su un carro o in una carrozza ma in un mortaio che si spostava da solo. Guidava questo veicolo con un remo a forma di pestello, e intanto cancellava le tracce alle sue spalle con una scopa fatta con i capelli di persone morte da gran tempo.
[...] d'improvviso la Baba Jaga nel suo mortaio calò su Vassilissa urlandole: "Che cosa vuoi?".
La fanciulla tremava. "Nonna, sono venuta per il fuoco. La mia casa è fredda... i miei moriranno... ho bisogno di fuoco."
E la Baba Jaga di rimando: "Oh, sììì, ti conosco, e conosco i tuoi. Dunque, essere inutile... hai lasciato spegnere il fuoco. Non è una cosa bella da farsi. E per giunta, che cosa ti fa pensare che ti darò la fiamma?"
Vassilissa consultò la bambola e si affrettò a rispondere: "Perchè chiedo".
La Baba Jaga disse soddisfatta: "Sei fortunata. E' la risposta giusta."

*

... Vassilissa dovrà penare ancora un pò per avere il suo fuoco. La Baba Jaga la sottoporrà a delle prove ma Vassilissa le supererà. Allora la Baba Jaga le affiderà il fuoco che ha chiesto: un teschio con dentro dei carboni ardenti. Vassilissa farà ritorno a casa e il teschio raderà al suolo la casa e darà fuoco alle sorellastre e alla matrigna...
... Dolce dolce come la versione che conosciamo noi, no..?
Vabbè, per me è una figata :D

Per "Perle dai libri" per questo mercoledì è tutto... al prossimo mercoledì! :-)

martedì 3 novembre 2015

Recensione: "Fotogrammi di un massacro", di M. Blini


Autore: Maurizio Blini
Titolo: Fotogrammi di un massacro
Editore: Ciesse Edizioni
Genere: Giallo
N. pagine: 224

Trama:

Cinque donne uccise barbaramente in un centro estetico cinese mettono scompiglio in una Torino sonnecchiante e annoiata. Un massacro senza precedenti che mette in difficoltà la sezione omicidi della Questura subalpina falcidiata dalla malasorte. Già, perché i veri protagonisti delle indagini torinesi, ovvero, il commissario Alessandro Meucci e l’investigatore privato Maurizio Vivaldi, sono fuori gioco. Il primo, trasferito ad Asti per incompatibilità ambientale, il secondo, rinchiuso in carcere con l’accusa di omicidio. 
Sullo sfondo le contraddizioni di una polizia a geometria variabile, con le sue virtù ma anche con i suoi pregiudizi, limiti, umori e fragilità. 
Una storia dalle tinte forti che scava nell’inquietudine dell’animo umano e che saprà rapirvi. 

Recensione:

La cover di questo libro mi è piaciuta subito tanto.
Il viso di una donna cinese affiora da un fondo scuro, indirizzando a chi la guarda uno sguardo minaccioso... Ha solleticato la curiosità che c'è in me per il mistero che circonda i cinesi.
Il titolo, "Fotogrammi di un massacro", mi ha esaltato subito (ormai mi ci sono abituata, ad essere un pò eccentrica, leggo "massacro" e mi esalto... ma tant'è).

Ho saputo solo dopo che questo libro è il settimo di una serie, ma leggendolo me ne sono dimenticata quasi subito. Le vicende precedenti erano inserite con naturalezza nella storia, quindi ho seguito tutto senza problemi.

Al punto della storia in cui arrivo io a leggerla, c'è appena stato un omicidio.
Maurizio Vivaldi, ex poliziotto e ora investigatore privato, al confronto con l'assassino della sua fidanzata, il killer seriale Marco Gobbi, non ha resistito alla pulsione della vendetta, e gli ha sparato.
In virtù del suo stato di ex appartenente alle forze dell'ordine, gli è stato concesso il carcere militare.
Il suo caro amico, Alessandro Meucci, commissario di polizia (sezione omicidi, Questura di Torino), nell'attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda, viene trasferito ad Asti per "incompatibilità ambientale".
Ha inizio un lungo periodo di disequilibrio. 
Meucci è destinato ad un incarico per il quale non ha esperienza, che ha il sapore di una restrizione e un esilio.
Vivaldi, in carcere, è costretto con i suoi pensieri (ne ho parlato qui) ad affrontare la perdita di Loretta e il dolore che lo annienta, e la ricerca di un senso a quanto è accaduto.

Nel frattempo, a Torino, presso un centro estetico cinese, qualcosa di terribile succede.
Cinque donne, delle clienti, vengono barbaramente uccise.
L'indagine, a causa della lontananza da Torino del cuore della squadra, il Meucci, procede senza frutto.

Quello che mi ha stupito, in questa storia, e che ho trovato davvero particolare, è l'intensità di sentimenti che riesce a trasmettere.
Ci sono i sentimenti che legano i membri della squadra: il commissario Meucci, gli agenti Favaro (il focoso Favaro), Federico e La Porta.
L'intensità schiacciante del dolore del Vivaldi per la perdita di Loretta. Mi ha messo a dura prova il suo dolore straziante, il suo desiderio di lasciarsi andare per raggiungerla, toglieva veramente il fiato.
D'altro canto, questo è un libro in cui nessuno è solo. 
Il Vivaldi, in carcere, troverà un aiuto importante per il suo percorso nel dolore e conserverà l'amicizia del Meucci e l'appoggio della squadra.
Persino il Meucci, da solo ad Asti, trova nel cane Jago - tra l'altro il cane del suo amico Vivaldi - una compagnia, che rappresenta e tiene vivo il filo dell'amicizia tra i due.

Un altro punto importante, in questo libro, è l'unione del gruppo dei colleghi.
Un'unione che non è solo buon gioco di squadra nella risoluzione del caso ma è anche aiuto nei momenti difficili.
Come quando il collega Favaro ha un problema con il vizio del gioco e la squadra divide il problema, di modo che ognuno possa portarne una parte, per risolverlo più facilmente.
Mi ha molto colpito e scaldato, l'affetto che lega questo gruppo.

Un pò queste cose io le conoscevo...
La divisa di mio padre era nera, non blu. Forse non è proprio il paragone che un poliziotto vorrebbe sentire, ma assicuro che molte cose ci somigliavano.
Quando io ero piccola e, ogni tanto, andavo a fare i compiti nell'ufficio di mio padre, tutti si affacciavano per salutarmi. Tutti uguali con quella divisa, e a me sembravano tanti pari di mio padre, zii o fratelli.
E li ho visti concepire il problema di uno di loro come una cosa del gruppo, da risolvere col contributo di tutti. 
E poi c'era quel gusto particolare per gli scherzi. Come quanto l'agente Girelli (mm) della scientifica porta al Meucci dei filmati di sorveglianza. Meucci finge di essere abituato a pagarle, quelle cose, provocando nel giovane agente un imbarazzo paralizzante che mi ha fatto schiattare dal ridere...
Ma è stato quando, nel carcere militare, il colonnello Sarlo prende sottobraccio il Meucci, che nella mia mente è suonato definitivamente il DinDinDin!
Il prendere sottobraccio era un gesto tipico in quell'ambiente. Segnalava l'inizio di una conversazione più personale. Segnalava agli altri la considerazione che avevi di quella persona. E segnalava anche, semplicemente, un accompagnarsi affettuoso.
Erano ricordi talmente nitidi che ad un certo punto ho sentito profumo di registri di carta e odore di armadi di metallo... Cose che c'erano, in quegli uffici.

... Lungo periodo di disequilibrio, dicevo.
Ma da un momento all'altro, torna il riequilibrio.
Il Meucci torna al volo a Torino, e riprende i nodi dell'indagine sugli omicidi al centro estetico cinese.
Indimenticabile la scena della macelleria. Perchè è vero, qui siamo in Italia, mica a CSI, e costerebbe troppo simulare il massacro con i manichini al sangue finto come fanno in tv... Scena credibile e italiana.

E' un gran peccato che nelle recensioni non si possa parlare anche del finale.
Posso solo dire che è in linea con l'intensità dei sentimenti del resto del romanzo, con l'ironia a volte crudele della sorte e che, semplicemente, strazia il cuore.
Una cosa sulla fine del libro devo assolutamente dirla. Sull'ultima pagina ci sono solo-due-righe.
E la risposta è sì. Quando le ho lette, ho pianto.

Mi viene da pensare alla mia migliore amica e a come giudichiamo diversamente le cose.
Per Valentina un libro è bello nella misura in cui il finale la fa piangere. La sua frase tipica è: "Bellissimo! Ho pianto tanto!"
Io, prima di leggerlo, avrei chiesto se c'erano morti ammazzati.
A Natale le regalo questo libro.
Dopo che avrà letto le due righe finali... mi vorrà tanto bene.

sabato 31 ottobre 2015

Rubrica "O Melas Baptismòs": "Fotogrammi di un massacro", di M. Blini


Benvenuti alla rubrica "O Melas Baptismòs", dedicata al gruppo di scrittori Torinoir. 
Il nome della rubrica è greco, significa "Il Nero Battesimo" e s'ispira al battesimo ortodosso per immersione. Nel nostro caso, nel Nero.
Ogni sabato conosciamo meglio un autore del gruppo e un suo libro, attraverso le notizie biografiche, la trama del libro e un piccolo approfondimento composto da me su un aspetto della storia che mi è piaciuto particolarmente.
Oggi ci dedichiamo allo scrittore Maurizio Blini e al suo libro "Fotogrammi di un massacro".

Biografia:

Maurizio Blini è nato a Torino nel 1959. E' laureato in Scienze dell’Investigazione all’Università de L’Aquila. Ex poliziotto, è scrittore, autore, compositore, musicista e sceneggiatore. E’ presente con suoi racconti in molte antologie. Ha pubblicato con Ennepilibri Editore le seguenti opere: “Giulia e altre storie” (2007) (“Giulia” è stato tradotto e pubblicato in Bielorussia nel 2012 e 2013) e “Il creativo” (2008). Con A&B Editrice: “L’uomo delle lucertole” (2009) e “Il purificatore” (2011). Con Ciesse Edizioni: “Unico indizio un anello di giada” (2012), “R.I.P. (Riposa in pace)” (2013) e “Fotogrammi di un massacro” (2014). 
Nel 2015 è uscito il romanzo “Figli di Vanni”, scritto a quattro mani con l'autore Gianni Fontana (Golem edizioni).


Il libro:

La trama:

Cinque donne uccise barbaramente in un centro estetico cinese mettono scompiglio in una Torino sonnecchiante e annoiata. Un massacro senza precedenti che mette in difficoltà la sezione omicidi della Questura subalpina falcidiata dalla malasorte. Già, perché i veri protagonisti delle indagini torinesi, ovvero, il commissario Alessandro Meucci e l’investigatore privato Maurizio Vivaldi, sono fuori gioco. Il primo, trasferito ad Asti per incompatibilità ambientale, il secondo, rinchiuso in carcere con l’accusa di omicidio. 
Sullo sfondo le contraddizioni di una polizia a geometria variabile, con le sue virtù ma anche con i suoi pregiudizi, limiti, umori e fragilità. 
Una storia dalle tinte forti che scava nell’inquietudine dell’animo umano e che saprà rapirvi. 

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Come il vento

A questo punto è il momento in cui vi faccio conoscere un elemento della storia che mi è piaciuto particolarmente. 
Per farlo, devo prima raccontarvi che uno dei protagonisti della storia è Maurizio Vivaldi, ex poliziotto e investigatore privato, ma soprattutto una persona buona, a cui è successa una cosa terribile. Il killer seriale Marco Gobbi ha ucciso la sua fidanzata, Loretta, quando i due stavano per sposarsi. A confronto col killer, .Vivaldi non ha resistito all'umana pulsione della vendetta, e gli ha sparato. In quanto ex appartenente alle forze dell'ordine, gli è stato concesso di scontare la sua pena presso il Carcere militare Santa Maria Capua Vetere. Il tempo in prigione gli ispira riflessioni intime e tormentate, che però hanno del lirico.
Sono talmente belle che ho deciso di riportarne qualcuna, perchè possiate apprezzarle anche voi.

COME IL VENTO

Ho distrutto quello che ho costruito più volte, ripetutamente, senza un senso predefinito, 
perchè io ero il vento e non conoscevo prigioni.
Già. Che strana la vita. La prigione era invece dietro un angolo oscuro ad aspettarmi paziente, 
con il suo conto da pagare e un'altra storia da raccontare.


LA RAGNATELA

Il tempo in carcere scorre a corrente alternata. A volte ho come la sensazione 
di vivere un'altra vita sospesa in un angolo infernale, 
imprigionato in una gigante ragnatela.
Tutto è maledettamente lento qui dentro. Già, vivere con lentezza.


LA PACE

... Di qui, di questo strano pianeta in cui tutti paiono in pace con loro stessi, calmi, sereni, forse appagati. 
Come pesci colorati immersi in un immenso acquario, 
a osservarsi, di volta in volta, con lo sguardo assente o altrove, reduci di una vita che hanno vissuto e perso. Forse troppo presto.


LE PASSIONI

Ho inseguito le mie passioni come solo un'aquila può fare, 
librandosi in volo sempre più in alto,
perchè il sole era il mio orizzonte, 
quello stesso sole che, come a Icaro, ha bruciato le mie menzogne,
sciolto la mia presunzione, annientato la mia prepotenza, facendomi precipitare a terra.
Perso e nudo di fronte al mondo, come un verme immondo che striscia, 
ho trovato la capacità di rialzare la testa, ritrovare la mia energìa, la mia forza, il mio spirito. 

Perchè non bisogna mollare mai, nonostante gli sbagli.


*


Spero che questi pensieri poetici vi siano piaciuti quanto sono piaciuti a me :-) Per questo sabato con il nostro Nero Battesimo è tutto!

Al prossimo sabato..! Con...........


giovedì 29 ottobre 2015

Recensione: "Un regno in ombra", di C. Miéville

Questo è il libro con cui partecipo al "Domino letterario", che è una rubrica in cui una serie di blogger scelgono un libro, collegandosi l'uno al libro dell'altro per mezzo di un elemento simile. Quindi ogni blogger, nella data stabilita, posta la sua recensione. Questo è l'elenco dei blogger e, come si può vedere, la mia data è il 29, perciò di seguito c'è la recensione del libro che ho scelto.  

22 Ottobre
Everpop e Questione di libri
23 Ottobre
Parliamo di libri , Ladra di libri e On Rainy Days
24 Ottobre
Leggendo Romance
25 Ottobre
La Rapunzel dei libri  e Lettere d’inchiostro
26 Ottobre
Words  e Le recensioni della libraria
27 Ottobre
Devilishly Stylish  e Il nostro angolo dei sogni
28 Ottobre
Il Bosco dei Sogni Fantastici e Leggere è un modo di volare senz’ali
29 Ottobre
L’acquerello di un attimo e Come non sentirsi soli
30 Ottobre
Amore per i libri 


Autore: China Miéville
Titolo: "Un regno in ombra"
Editore: Fanucci Editore
N. pagine: 332


Trama

Saul Garamond rientra da un viaggio, e si infila di nascosto nella sua camera da letto per evitare di incontrare il padre. Si sveglia quando la polizia fa irruzione in casa: il padre è stato assassinato, e lui è il sospettato più probabile. Dimenticato nella cella di una prigione, viene liberato da un misterioso, maleodorante sconosciuto, detto il Re Ratto, un essere dotato di una forza abnorme e che dichiara di essere il capo destituito dell'esercito di roditori scacciati da Hamelin dal Pifferaio magico settecento anni prima, nonché fratello della madre di Saul, morta dandolo alla luce. La libertà riconquistata rischia così di rivelarsi peggiore della reclusione: Saul scopre di essere depositario di segreti e poteri spaventosi, ma essendo stato cresciuto come un umano dovrà accantonare molte cose prima di essere pronto alla lotta contro un terribile nemico che minaccia la sua esistenza. Il romanzo d'esordio di China Miéville, un dark urban fantasy irresistibile, che trascina il lettore con la forza delle melodie suonate dal Pifferaio magico sui ritmi di quella musica jungle e drum and bass che ha reso la città di Londra la capitale mondiale del fervore artistico degli anni Novanta.

Recensione

Essendo il primo Domino Letterario a cui partecipavo, ho fatto un pò di difficoltà ad inventarmi un collegamento. La blogger prima di me, del blog "Leggere è un modo di volare senz'ali" aveva scelto il libro "Timebound, nel vortice del tempo", un libro di fantascienza a cui infine, (con un pò di spremersi di cervello e l'aiuto di Isabella) ho scelto di legarmi con l'elemento fantastico. 
Ho cercato un fantasy, ma volevo qualcosa di originale.
E così ho trovato questo. Un urban fantasy ispirato... al Pifferaio di Hamelin.
... Doveva essere mio! 
Ho cominciato con entusiasmo perchè sono sempre stata innamorata della storia del Pifferaio, quella originale, dico. Quella nera. 
E parliamone, della storia originale.
Anno 1284, Bassa Sassonia. Siamo nella cittadina di Hamelin, infestata dai ratti. Un uomo con un piffero (ehm) si presenta al borgomastro e sostiene di poter liberare la città dai ratti, dietro pagamento. I cittadini accettano. L'uomo, con il suono del flauto, attira i ratti fino al fiume Weser, dove annegano.
... Ora viene il peggio. Gli abitanti si rifiutano di pagare il Pifferaio.
Questi, con la musica del flauto, attira tutti i bambini fuori dalla città fino a portarli in una caverna, dove scompaiono. (Terribile, lo so)
Le ipotesi sulle origini della fiaba sono interessanti. Da catastrofi naturali di cui i bambini furono vittime (annegamento o frane) a migrazioni dei bambini, che al tempo avvenivano (incredibile, no?) ad epidemie presso i bambini di malattie come Huntington e il Ballo di San Vito...
Veniamo ora al libro. Lo spunto è interessante.
Siamo ai giorni nostri. Un superstite della strage di Hamelin, e non uno qualsiasi bensì il re, re Ratto, salva la vita ad un ragazzo sulle cui tracce si è messo un assassino, che poi è nientemeno che il Pifferaio.
Re Ratto rivela al ragazzo, Saul, la verità sulle sue origini. Saul è un mezzosangue, figlio di una donna ratto e di un uomo.
La sua doppia natura fa sì che Saul sia immune ai poteri del Pifferaio. Il Pifferaio, infatti, può incantare topi, uomini, qualsiasi specie... ma Saul ha una doppia natura, di topo e di uomo, e il Pifferaio non può di certo suonare due musiche contemporaneamente.
Bene, cominciamo coi dolori.
Primo problema: esattamente che cosa può fare di dannoso Saul, sfruttando la propria immunità, al Pifferaio..?
Non è chiaro. Nel senso. Nessun altro topo è immune alla musica del Pifferaio. Perciò non è che Saul può formare un esercito e ucciderlo...
Dopo che ci ho ragionato su, ho capito che era re Ratto ad avere un obiettivo. Rivuole il suo regno. I topi, infatti, non lo considerano più re dai tempi della strage perchè non è stato in grado di salvarli. Quindi re Ratto vuole che Saul, sfruttando la propria immunità, uccida il Pifferaio. Così poi riconquisterebbe la fiducia dei topi e riavrebbe il suo regno.
C'è un momento della storia in cui (sto per fare una battuta) il Pifferaio si esprime sul problema che Saul rappresenta.
Dice a Saul qualcosa tipo "Non sopporto che tu non balli", sulla sua musica.
... Caspita... Che gran motivo per uccidere mezza Londra (animali e persone). Su dai Pifferaio, coraggio, non a tutti piace ballare...
Problema: ma re Ratto, al tempo della strage, come si è salvato..?
Anche questo non è chiaro. Al tempo è finito nel fiume come gli altri topi, ubriacato della musica del Pifferaio.
Ma ad un certo punto è rinsavito e si è tratto in salvo, uscendo dal fiume. Ma perchè si è salvato solo lui, viene da chiedersi.
Problema a monte di tutto: Re Ratto si presenta come una persona. Certo, come una persona dall'aspetto un pò particolare, ma una persona. Non si trasforma mai in topo. Ma si definisce "ratto". Se incontra un topo lo capisce, si capiscono, lo riconoscono come un simile. Ma al lettore non viene mai fornita nessuna spiegazione di questa incoerenza.
Lo stesso Saul. Re Ratto gli dice che è un ratto. Ma Saul resta sempre una persona.
Sì d'accordo, corrono, hanno forza sovrumana, tutto quanto.. ma sempre persone sono.
E poi. Perchè un topo normale ha una durata di vita normale per un topo e Re Ratto e il Pifferaio... sono vivi dal 1284..? Sono immortali..? Hanno una lunghissima vita? Bu. Non ci viene mai spiegato niente, al riguardo.
La stessa cosa per.......... 
ATTENZIONE, STO PER SPOILERARE PARTE DI UNA SCENA FINALE, se volete evitarlo, saltate fino a FINE SPOILER:
... La stessa cosa con i bambini. Sul finale, infatti, il Pifferaio, con la sua musica, provoca l'apertura di una parete (come fece ad Hamelin, all'inizio della storia, con una caverna in una montagna in cui fece scomparire i bambini).
Ebbene, da quella parete aperta, provengono (questo è terribile) i lamenti dei bambini imprigionati al tempo.
... Sì ma, anche loro. Perchè sono ancora vivi dal 1284..? Tutto può andar bene nella storia, se ci fosse una spiegazione. E' che nel libro non c'è.
FINE SPOILER
Ultimo problema, quello più soggettivo e mio che mai: per me due pagine di descrizione di azioni sono troppe. 
Si alzò, si abbassò, salì un gradino, fece una giravolta, poi scese in Something Road attraversando SomethingOther Road ma tagliando solo un pochino per SomethingOther2 Road...
Idem per la musica, che in questo libro ha una parte importante. Musica Jungle (non sono un'esperta, non so cosa sia).
Dalle due pagine in su di descrizione con cui una musicista compone una traccia.
Prese un basso, ci aggiunse un alto, provò a mixare un mezzobasso (sto sparando, eh), ma aggiunse solo un filino di bruschi innalzamenti con un filino di jazzjunglemoodblue... 
Non capisco. La mia scarsa culturale musicale è risaputa, così la scarsa pazienza per le descrizioni lunghe. Amo quel principio che dice "Show don't tell".
Ma ci sono anche cose buone, eh.
Re Ratto, dicevo, salva il ragazzo, risveglia le sue potenzialità di ratto e gli insegna come sfruttarle.
Ecco, questo è interessante. A tratti disgustoso ma nella normale natura di un topo, e non filtrato in una versione ripulita, realistico.
Mangiare cibo marcio senza sentirsi male ("Tu non hai mai vomitato in vita tua, vero ragazzo?"), nuotare nelle fogne, puzzare... Saul impara a ripulirsi degli strati di civiltà per accorgersi che questo fa parte della sua natura.
E' interessante anche la trovata che il Pifferaio contatti una musicista per dare ampia diffusione alla sua musica ipnotica, in vista di un attacco che prevede di sferrare al popolo dei topi.
Molto interessante la trovata della donna senzatetto che Saul incontra.
Ad un certo punto, infatti, Saul ha un momento (comprensibile) di ribellione nei confronti di re Ratto ed esce dalle fogne da solo per andare in giro per la città. Gli manca il contatto umano. Il suo aspetto non gli permette di avere relazioni con chiunque (ricordiamoci che ha vissuto nelle fogne, il che può rappresentare un ostacolo, se vuoi conoscere una ragazza). E' così che si trova a suo agio solo ad interagire con una giovane senzatetto.
E la giovane ha un problema mentale che, come può realisticamente succedere, porta con sè la fobia dei topi.
E Saul l'aiuta a vincerla, mostrandole che questi obbediscono a lui.
... Andata come andata... sono riuscita a finirlo.
Ma un passo delle battute finali mi ha praticamente steso.
E' quando Saul fa un discorso ai topi, prima dello scontro (cito testualmente, fate un bel respiro)......... tenendo il labbro inferiore sporto in fuori e il mento all'insù come Mussolini.................. !?!?!?!
Ma c'era bisogno????? Questo è seriamente imbarazzante '-.-
Di questo libro salvo il personaggio di Re Ratto e il tono nero della storia, di mio gradimento. 
Re Ratto, infatti, a parte il problema non chiaro del suo aspetto, è quel che è. Arrogante, si crede onnipotente, criminale, bramoso di riconquistare il potere perduto.
Poi io ci muoio per i personaggi che fanno i discorsi da onnipotente nel modo e al momento giusto.
Il finale è aperto, credo in vista di un seguito. Lo prenderei (in biblioteca, come ho preso questo), tanto per vedere come sta Re Ratto e come prosegue la sua storia, sorvolando rapidamente sul resto.
E se il buon Dio vuole, ora torno ai miei libri di morti ammazzati...
That's all!

mercoledì 28 ottobre 2015

The Dark Zone: Halloween Party


Benvenuto viandante in questo antro oscuro!!!

La Dark Zone ha organizzato un evento per Halloween che ti permetterà di partecipare all'estrazione di premi librosi rispettando queste due semplici regole:

1) CONDIVIDI questo post in modalità pubblica TAGGANDO due amici
2) POSTA un'immagine o una tua foto in tema Halloween sulla bacheca dell'evento

I premi in palio

... Parteciperai all'estrazione di uno dei sette pacchi regalo, contenenti ciascuno ben 6 EBOOK FOR FREE!!!!!

In più, una commissione di 8 bloggers assegnerà un PREMIO SPECIALE alla foto/immagine più accattivante!!!!   

Di seguito la cover e la trama di due dei tanti libri in palio, perchè i partecipanti possano cominciare a conoscere i premi :-)


SINOSSI DI "INFINITY - LOVE IN A MYSTERY" (1° VOLUME DELLA SAGA URBAN FANTASY): Dopo la morte del padre, è il tempo per Elizabeth di dar prova del suo coraggio, cercando di imporre le proprie capacità nei vari colloqui di lavoro, a Londra, a soli diciott’anni.
La sua caparbietà però non ha fatto i conti con l’incontro di sguardi che da quel preciso istante inizia a farle vedere il mondo con gli occhi dell’amore di cui ha sentito parlare, ma che non ha ancora provato direttamente in prima persona.
Ma ogni giorno che passa, pur provando verso di lui un interesse ‘nuovo’, Elizabeth inizia ad avvertire qualcosa di misteriosamente indescrivibile che lo rende ancora più affascinante e le fa capire quanto voglia essere partecipe della sua esistenza.
Elizabeth entra così a far parte di un nuovo mondo, dove la musica ha un ruolo fondamentale e parla attraverso le note di un canto d’amore tra due ragazzi, accomunati essenzialmente dal loro stesso identico modo di amarsi, utilizzando anche la poesia come mezzo per unire le loro ‘epoche’.
‘Lui’, forte demone immortale, con un’unica debolezza: Elizabeth!
‘Lei’, indifesa e fragile umana, colma di dubbi e di incertezze, con un’unica forza: William!
Per vivere il loro amore saranno disposti a scendere a ‘compromessi’? 
E quale segreto rende così diverso William dagli altri demoni immortali di Mc Call?


Lui è Rick, un texano amante delle donne e convinto che hamburger e patatine fritte siano la base della cultura americana. 
Lei si fa chiamare Mary Jane, anche se il suo vero nome è Maria Gennara, una chef italiana decisa a preparare solo piatti genuini e biologici. 
Cosa li lega? Un ristorante a New York e un’attrazione fisica che supera ragionamenti e antipatie. 
Ma se lei fugge dalla Grande Mela (e da un certo cowboy sexy) e lui decide di seguirla a Napoli, cosa potrà succedere? Imparerà Rick ad apprezzare ricette piccanti e cibo verace? E riuscirà Mary Jane a venire a patti coi propri sentimenti? 
Tra parenti impiccioni, equivoci e sorprese, i due scopriranno che l’amore non è bello se non è litigarello e che la vita è più eccitante se ci aggiungi un pizzico di peperoncino

Infine, una bella foto d'insieme dei 7 pacchi regalo, tanto per ingolosirvi :-) Per conoscere meglio tutti i libri in palio, seguite la bacheca dell'evento... Partecipate! :-)

martedì 27 ottobre 2015

Tha Dark Zone: Halloween Party


Benvenuto viandante in questo antro oscuro!!!

La Dark Zone ha organizzato un evento per Halloween che ti permetterà di partecipare all'estrazione di premi librosi rispettando queste due semplici regole:

1) CONDIVIDI questo post in modalità pubblica TAGGANDO due amici
2) POSTA un'immagine o una tua foto in tema Halloween sulla bacheca dell'evento

I premi in palio

... Parteciperai all'estrazione di uno dei sette pacchi regalo, contenenti ciascuno ben 6 EBOOK FOR FREE!!!!!

In più, una commissione di 8 bloggers assegnerà un PREMIO SPECIALE alla foto/immagine più accattivante!!!!   

Di seguito la cover e la trama di due dei tanti libri in palio, perchè i partecipanti possano cominciare a conoscere i premi :-)


L’antica disputa tra Bene e Male è un gioco in cui gli uomini non comandano. Fin dall’alba dei tempi, i Kami, divinità con sembianze demoniache, e gli Yokai, esseri mutaforma creati dall’unione di due anime, sono stati celatamente i veri padroni del destino. Perché il destino di tutti è legato al mistero dell’Era, e Ariom, la Signora dei Kami, custodisce tale mistero.
Questo segreto marchierà, come dono o maledizione, la vita della giovane Daila, obbligata a lottare non solo per lei e a combattere contro un rivale temuto come l’Amore. Il Rokalipse si avvicina e lei dovrà fare delle scelte. Scelte che potrebbero cambiare il mondo intero.
E nel confine silenzioso tra realtà o fantasia, l’Autrice non sa che col mondo da lei plasmato si sta per creare un legame indissolubile.


Fin dove ti spingeresti per ottenere ciò che desideri? Pur di vincere, cosa daresti in cambio? Giulio è un ragazzino di soli quattordici anni che si ritrova a dover rispondere a queste difficili domande. La sua passione è la lettura e nei temi non lo batte nessuno, ma in ogni altro campo è un disastro. Problematico e introverso, è vittima del bullismo dei compagni di classe e non riesce nello sport. Il suo unico sostegno è l'amico Carlo, che è tutto il suo opposto: bravo a scuola e una promessa del rugby. L'affetto dei genitori non lo aiuta e, anzi, gli fa sentire ogni giorno il peso della delusione. A seguito di uno strano terremoto che colpisce Roma, Giulio inizia a sentirsi osservato, anche quando è da solo  in una stanza. Un Essere potente, che lui chiama Signore dei Racconti, ha deciso di aiutarlo e di cambiare le carte del suo destino. Niente, però, è davvero così semplice. Quale sarà il prezzo da pagare per modificare la sua vita? Si nasconde, forse, qualcosa di ben più grande, dietro tutto questo?

Infine, una bella foto d'insieme dei 7 pacchi regalo, tanto per ingolosirvi :-) Per conoscere meglio tutti i libri in palio, seguite la bacheca dell'evento... Partecipate! :-)

sabato 24 ottobre 2015

Rubrica "O Melas Baptismòs": "Ultimi fuochi per Paludi", di F. Beccaccini


Benvenuti alla rubrica O Melas Baptismòs, dedicata al gruppo di scrittori Torinoir. Il nome della rubrica è greco, significa "Il Nero Battesimo" e s'ispira al battesimo ortodosso per immersione. Nel nostro caso, nel Nero.

Oggi ci dedicheremo a conoscere lo scrittore Fabio Beccaccini e il suo libro "Ultimi fuochi per Paludi".

Trama:

È la notte di San Giovanni e arriva l'estate, tra furti di rame e morti ammazzati, campi rom e ville in collina. Bande di strada e fabbricanti di armi, cameriere melomani e nani lanciati dalle vetrine. Dalla Barriera di Milano alla Gran Madre, dai Murazzi a Borgo Po, dal Quadrilatero alla Falchera. Il commissario Paludi è alle prese con l'indagine più pirotecnica della sua carriera mentre Torino si incontra in Piazza Vittorio per un ultimo esplosivo spettacolo.









L'autore:


Fabio Beccaccini è nato a Imperia nel 1977. Vive a Torino da molti anni. E' scrittore e sceneggiatore. Ha pubblicato i romanzi: Via del Campo (2003), Giorgio Paludi, 44 anni il giorno dei Santi (2008), Sushi sotto la Mole – Giorgio Paludi indaga (2010) e Ultimi Fuochi per Paludi (2011), tutti editi Fratelli Frilli.

Contributo (o tributo):

A questo punto è il momento del mio contributo per far conoscere meglio il libro. Stavolta riporterò un passo della storia. 
Il contributo (o tributo) sta nel motivo. 
Nel 1993 il male è passato per l'unica volta nel paese in cui vivo, un paese contadino di scarsi 1.700 abitanti. Era un sabato ed è la ragione per cui la rubrica esce di sabato. 
Figuriamoci come mi sono sentita quando ho cominciato a leggere "Ultimi fuochi per Paludi" e ho trovato una vicenda simile a quella che era successa qui. E per giunta preceduta dalla frase "In provincia, si sa, non succede mai nulla".
E' una coincidenza che mi fa sensazione.
Per non parlare della data in cui finisco per riportare questo passo e parlare di quella storia.
Ho deciso di riportare quel passo per ricordare A., il ragazzo di cui, nella data di oggi di 22 anni fa, qui nel mio paese, venne ritrovato il cadavere.

Pocivaj v miru, A. *


In provincia si sa, non succede mai nulla.
Quel giorno invece si erano divertiti a incaprettare un ragazzo, mutilarne il cadavere e gettarlo da un viadotto.
- Cose che capitano.
Disse il dottore Lucentini, poi prese a forbirsi il baffo con noncuranza.
[...] Il cadavere. Muscalu Ocit, diciannove anni di Coropceni. Testimone chiave di un processo che si sarebbe dovuto tenere da lì a qualche mese contro il racket dell'oro rosso. Il maxi processo sul furto e il contrabbando di rame che con tanta dedizione erano riusciti a mettere in piedi. Adesso Muscalu se ne stava immobile per sempre, ancora imponente nel suo metro e ottantacinque. Legato mani e piedi con il nastro di una persiana avvolgibile e sfigurato dalla caduta. Paludi sbuffò.
[...] Il corpo era a una ventina di metri dall'estradosso del guard rail, doveva essere rimbalzato e rotolato lungo la scarpata fino alla cesura di un canale di scolo in cemento che delimitava il campo di carciofi.
[...] Solo che stavolta c'avevano buttato un ragazzo di nemmeno vent'anni...
[...] Lucentini continuò il suo spettacolino.
- Paperino si fa le paperine ed è felice. Topolino si fa le topoline ed è felice. Pippo... - il dottore Lucentini guardò il cadavere, si avvicinò per fare un paio di tamponi e controllare la postura. L'ispettore Anastasi lo interruppe.
- E Pippo?
- Pippo è triste.
Il commissario li maledisse.


*

* è sloveno. Significa: "Riposa in pace, A." Non ho modo di sapere con certezza se A. fosse sloveno ma aveva un cognome sloveno e abitava in una zona di minoranza slovena. Per la traduzione devo ringrazire gli amici Aaron Nadale e Mary Fabbro Nadale.
* il disegno è di Leonardo da Vinci, Soldato con scudo morente.

*

... E per oggi con il nostro Nero Battesimo è tutto! :-)
Al prossimo sabato, con...