domenica 13 settembre 2015

Recensione: "Marmellata di rose" di Fabio Girelli


Autore:             Fabio Girelli
Titolo:              Marmellata di rose
Genere:            Thriller
Casa editrice:   Linedaria 
N. Pagine:        362

Trama:

Una giovane donna brutalmente torturata e uccisa, una catena di omicidi tutti uguali che affiora dal passato e una villa liberty abbandonata sulle colline di Torino. Sulla strada di Andrea Castelli, lo strano commissario innamorato di una transessuale brasiliana e affetto da sindrome bipolare, ci sono una misteriosa banda di fascisti e una scia di sangue lunga più di mezzo secolo. Quali segreti nasconde Villa Triste? La risposta, come sempre, andrà cercata in fondo al cuore degli uomini. 

"Il libro più diffuso nel passato, dopo le Sacre Scritture, è stato il Malleus Maleficarum, lo sapevi? È il testo cardine dell’inquisizione romana, il più approfondito trattato sulla tortura. E la gente, il popolo, adorava questo testo. Perché, vedi, commissario, la tortura è un’arte che vanta un vastissimo pubblico e pochissimi maestri dotati di talento. E questi pochi eletti vengono sollevati agli onori del mondo, superiori ai propri simili, parenti più prossimi di Dio." 

Recensione:

Il commissario di quest'indagine si chiama Andrea Castelli. E il suo secondo con cui c'è l'affettuoso rapporto di complementarietà, immancabile in ogni giallo, è l'ispettore Giordano, un'avveduta chioccia che provvedeva a tenere il commissario sulla retta vita dell'ortodossia sociale, senza permettergli di divagare troppo dietro a certe malinconie che saltuariamente lo affliggevano o a certe passioni che spesso degeneravano in manie.
Dal canto suo, il nostro commissario Andrea Castelli portava una ventata d'inquietudine nella vita dell'ispettore, che trovava eccitante lasciarsi trasportare, talvolta, dai pensieri torrenziali del suo superiore in grado, dimenticando per un momento la propria consuetudine familiare costituita da una moglie devota, pannolini sporchi e primi dentini portatori di urla apocalittiche nelle ore notturne.
Ma di questo equilibrio non avrebbero parlato mai. Erano o no piemontesi?

L'indagine comincia con il ritrovamento del cadavere di una donna, che è stata brutalmente torturata. Le sono state inflitte molte bruciature sul corpo e le ossa sono spezzate in più punti.
Le ricerche sono complesse e devono affondare le radici a lungo prima di trovare la soluzione del caso. E il seme di questa storia risulterà essere una feroce banda di soldati fascisti e ciò che è cresciuto da quella pianta nel tempo... una scia di sangue lunga mezzo secolo.

Indagine a parte, Castelli è davvero simpatico. Si pone il problema di avere una relazione stabile e poi scivola comicamente nel piacere di qua e di là, ora con una bella ragazza ucraina ora con il transessuale con cui ha avuto una storia. Io l'ho trovato molto divertente :-)

Il caso è una storia 'forte', ve lo consiglio se non temete indagini del genere. A me piacciono tantissimo quindi per me andava bene *_* 
L'indagine, sebbene passi del tempo prima che si trovi la risoluzione del caso, ha un ritmo incalzante ed è appassionante. Io l'ho cominciato e da quel momento l'ho ripreso ogni momento libero finchè l'ho finito. ... Quei libri che ti prendono così...

La conclusione è imprevedibile. Di solito indovino sempre, poco prima della fine, da dove è partito il caso... qui proprio niente, non ci ero arrivata, che è più bello ^_^

Per concludere, per me è un: consigliatissimo ^_^

2 commenti:

  1. Lo è. Lo è davvero :) Tanto che in un furioso baleno ho anche già letto quello dopo :D Bacione

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